Per non mettere mai un punto…

Ho cancellato e riscritto le primissime righe di questo editoriale un milione di volte. Vuoi perché troppo formali, vuoi perché desidero siano perfette: certo, la perfezione nel nostro mondo umano e difettoso non esiste, ma nessuno ci impedisce di tentare di avvicinarci a essa.
Se il mio fosse un editoriale qualsiasi, nel quale parlo d’altro e non di me, sarebbe molto più semplice buttar giù frasi su frasi. Invece devo parlare di me e dei miei progetti, perciò rimugino, mentre con lentezza la pagina si riempie di sillabe, mentre i pensieri cercano di mettersi in fila.
Da dove cominciare? Cosa dire? Dove voglio arrivare? Non lo so.