Blogger tips and tricks #1: il contenuto

Quante volte ci siamo ritrovati, davanti al foglio bianco del Word, con nessuna idea in testa? E quante volte invece l’idea c’era, ma non sapevamo come svilupparla?
Decine di argomenti abbandonati, dimenticati, maltrattati, ripescati e mollati di nuovo sotto chili di pensieri su pensieri. A volte per paura del feedback negativo dei nostri lettori, altre per mancanza di tempo…

Insomma i contenuti, per una serie variopinta di motivi, sono la croce di noi blogger: ammettiamolo!

 

Quando organizziamo i nostri planning editoriali, ci ritroviamo spesso a fare i conti con loro, cercando di capire se funzioneranno o meno, nella speranza di raggiungere un più vasto pubblico.
Ma stiamo scrivendo i nostri articoli in modo corretto? Il nostro target è corretto? Li stiamo impaginando in modo corretto?
Spesso e volentieri – e a me è stracapitato in questi tre anni –, nonostante l’impegno, i nostri post fanno acqua da tutte le parti. Vuoi perché non diciamo nulla di nuovo (o lo diciamo come lo farebbe chiunque altro!), vuoi perché ci riferiamo a un target sbagliato, vuoi perché abbiamo inserito troppe immagini che appesantiscono l’intero testo…
Allora come evitare di cestinare contenuti ed entusiasmo?

 

❛Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire.
Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile.
Niente è più facile dello scrivere difficile.❜
Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici

 

In primis, dobbiamo capire per quale motivo scriviamo.
Per noia? Per moda? Perché abbiamo realmente qualcosa da dire?
Se la risposta all’ultima domanda è un sì convinto, non potremo tirarci indietro: dovremo scrivere, ma con criterio, poiché la scrittura è istinto quanto tecnica.
C’è difatti bisogno di ordine e semplicità, nessun arzigogolo da contorsionista scribacchino, in quanto l’immediatezza di una frase batte 100 a 1 il barocchismo di un’altra.
Dunque spazio a periodi non troppo lunghi, ad aggettivi comuni, a meno anglicismi possibili (non se si tratta di articoli settoriali, nei quali, per esempio, si dibatte di SEO e ranking).
La comprensione di uno scritto, secondo me, deve essere agevole: che sia una liceale a leggerci o una casalinga alle prime armi con il web.
E qui mi aggancio al discorso del target.
Da chi è formato il nostro pubblico? Abbiamo mai dato un’occhiata ai dati demografici del nostro account Google Analytics?

 

❛Quella che viene chiamata l’opinione pubblica non è
sempre l’opinione del medesimo tipo di pubblico.❜

John Stuart Mill, Saggio sulla libertà

 

Sì, proprio così, non esiste il «medesimo tipo di pubblico».
A volte sono più uomini che donne, a seguirci, altre più adolescenti che adulti, proprio per questo dobbiamo evitare di improvvisare, ma studiare una precisa strategia di comunicazione: soltanto dopo potremo scegliere gli argomenti da trattare.
Argomenti che dobbiamo padroneggiare, oppure come potremo coinvolgere i nostri lettori al 100%, se non ben preparati?
Nasce quindi la necessità di informarci, approfondire determinate tematiche, leggere a nostra volta articoli e ancora altri articoli, finché non avremo un quadro completo.
Certo, dipende sempre dalle tematiche prescelte: finora, a tal riguardo, vi ho parlato dei Cinque errori da non fare in una recensione e dei Cinque errori da non fare sui social, seguendo solo ed esclusivamente il mio personalissimo spirito critico.

 

❛Puoi bere le immagini con i tuoi occhi.❜
Max Ernst

 

Ma ci puoi anche affogare, soprattutto se in un articolo di cinquecento parole ci sono dieci foto.
È cosa buona e giusta rendere i nostri post unici e dare un’identità specifica al nostro lavoro, ma è anche cosa buona e giusta non stancare l’occhio di chi ci legge, senza contare che l’estetica perde di professionalità con la sovrabbondanza di immagini.
Inoltre: il nostro blog/sito è mobile friendly? Ovvero è fruibile senza alcun problema da dispositivi mobile?
Buona parte delle persone usano un cellulare o un tablet per collegarsi a internet, pertanto una versione light dei nostri blog/siti favorirebbe la navigazione su di essi.
A mio avviso, la semplicità è la carta vincente, supportata da un’impaginazione impeccabile – testo giustificato, grassetti e corsivi al posto giusto, divisione dei paragrafi laddove è essenziale –, stando attenti agli insidiosi codici che, comunque, una volta imparati, si dimostreranno degli ottimi alleati.
Ricordiamoci sempre che la leggibilità deve essere la nostra prima prerogativa!

 

❛Leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame,
nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro.❜
Simone Weil, Attesa di Dio

 

Il contenuto – come visto – è un insieme di elementi che ci accompagnano dall’idea, nel suo essere astratto, alla creazione effettiva della stessa. Proprio per questo credo che sia meglio puntare sulla qualità – tecnica e visiva –, e non sulla quantità: se, poi, però, riusciamo a bilanciare entrambi gli elementi sarà ancor meglio!

 


Voi cosa ne pensate?

  • Rachel (13 settembre 2017)

    Questo post me lo salvo e inquadro! Ahah adoro! Bellissimo …

    • Rosy Milicia (13 settembre 2017)

      Anche tu vuoi incorniciare i miei post? Una mia lettrice, la volta scorsa, ha detto qualcosa di simile: figurati che voleva metterci pure le lucine per dare più risalto. xD
      Comunque, a parte gli scherzi, sono super entusiasta del tuo parere e che questo tipo di articoli ti piaccia. 🙂

  • Annarita (13 settembre 2017)

    Mitico! Parole sante davvero! Da lettrice di blog, vorrei trovare tutto questo quando leggo un articolo e… quasi mai si verifica!

    • Rosy Milicia (13 settembre 2017)

      Spero, allora, che i miei articoli siano di tuo gradimento. 🙂

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