Cinque errori da non fare sui social

Quanti usano correttamente i social? Quanti si rapportano a essi con consapevolezza? Quanti badano alla netiquette?

Tutti noi abbiamo commesso qualche errore e, in questa lunga e calda estate, ho riflettuto parecchio sugli sbagli più frequenti nei quali si può ricorrere.

A via di rimuginare, ho individuato cinque errori che, secondo me, non dovremmo mai (ri)fare.

 

SPAM
Promuoversi è giusto. Sulla nostra pagina, sulla nostra bacheca, sui gruppi appositi.

Non sulle pagine degli altri, sulle bacheche degli altri o nei gruppi in cui non è concesso.
Non sotto ai post di terzi e nemmeno in chat.
Dobbiamo essere educati e responsabili. Le nostre parole, le nostre azioni, il nostro farci pubblicità rispecchia sempre e solo quel che in verità siamo. E, se non sappiamo spammare, o, ancor peggio, lo facciamo male, ci andrà di mezzo il nostro lavoro.
Lo spam non lo si nega a nessuno, ma deve essere fatto con coscienza e metodo.
Perciò, nel momento in cui desideriamo postare un qualsiasi link su un qualsiasi social, domandiamoci: «Qui posso pubblicizzarmi? E, se sì, come e quando posso pubblicizzarmi?».
Insomma, promuoviamoci, ma soltanto dov’è possibile.

 
ESIBIZIONISMO
C’è una gran bella differenza nel voler mostrare la propria vita in maniera sincera – ciascuno è libero di rendere o no pubblici i fatti suoi – e il volerlo fare senza un briciolo di umiltà.
È appunto l’atteggiamento a renderci esibizionisti o meno.
Si può tranquillamente urlare al mondo che abbiamo comprato l’ultima creazione di Dolce & Gabbana, non c’è nulla di male, il problema è come lo diciamo.
Con superbia? Con cattiveria? Con malizia?
Lo facciamo per umiliare quel conoscente antipatico che a malapena riesce ad arrivare a fine mese? Lo facciamo per sentirci lusingati poiché insicuri fino al midollo?  
Qualsiasi sia la ragione, conscia o inconscia, stacchiamo la spina e riflettiamo: «Il mio è esibizionismo? Oppure no?».
E ricordiamoci che conta la condotta morale, poi possiamo mostrare persino la nostra intera collezione di Lamborghini e Louboutin.
 
SMANCERIE
Sono all’ordine del giorno per quelle coppie che, se non si scrivono «Ti amo!», l’uno sulla bacheca dell’altro, a ogni ora, smettono di essere felici.

Perché l’amore è diventato ormai questione di status sociale, non più l’apostrofo rosa tra i tanti versi in rima che, una volta, scribacchiavamo sulle Smemoranda in sovrappeso di graffette e bigliettini.
Nessuno ci vieta di strillare mille «Ti amo!» al secondo, ma quale mero motivo ci spinge a farlo in pubblico e non in privato?
«Non è soltanto con la bocca che si tace o si parla di qualcosa, ma anche con l’anima» sono le parole di Sándor Márai, autore di Le braci: non credete siano veritiere?
Badate bene che non sono contraria alla condivisione di tenerezza, di bei ricordi, di dichiarazioni, di foto da innamorati. No. Per niente.
Sono contraria agli eccessi in qualsiasi ambito, al di là delle relazioni personali.
La sovrabbondanza di «Ti amo!» e di nomignoli è quel che rende stucchevole l’amore ai tempi dei social, non le sillabe in sé, né il sentimento genuino. Inoltre, se usiamo Facebook/Twitter/Instagram per lavoro, la nostra figura professionale ne risentirà un tantino.
 
AUTOCOMMISERAZIONE
Ovvero la smodata ricerca di attenzioni con post dalle frasi forti.

Ci sono casi e casi, come sempre.
C’è chi davvero ha bisogno di allontanarsi dai social per un po’. C’è chi ha dei problemi concreti e la depressione come unica amica. C’è chi realmente non è amato da nessuno.
Poi ci sono quelle persone che scrivono ciò che scrivono per puntare i riflettori su di sé.
Dietro, comunque, credo si nascondano anime fragili che stanno in qualche modo cercando di comunicarci la loro solitudine. Ma lo stanno facendo in modo sbagliato.
Perché dobbiamo guardarci intorno, incontrare lo sguardo di chi ci sta intorno, aggrapparci a esso e non agli utenti spesso sconosciuti di Facebook/Instagram/Twitter.
Apriamo il cuore alla nostra vera famiglia, fatta di persone vicine e lontane, non a dei click che lasciano il tempo che trovato.
 
FRECCIATINE
Chiunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia, bella o brutta, ci sarà qualcuno che storcerà il naso appena ti vedrà online o leggerà un tuo post. Nulla di strano neanche qui, poiché è normale non piacere a tutti: sarebbe assurdo il contrario!

La cosa veramente insensata sono quelle misteriose frasi non proprio lusinghiere, che si riferiscono agli innominati. Perché scoccare mille dardi infuocati contro tizio/a, nemmeno fossimo sotto assedio?
Capisco i post chiarificatori, nei quali esprimiamo la nostra posizione riguardo all’argomento in discussione, oppure ci difendiamo da un’insinuazione – perché difenderci è un diritto! –, però non capisco l’essenza della vera e propria frecciatina, atta a fomentare la discussione e la massa.
Non sono una buonista, lo sapete bene. Faccio semplicemente parte di quel gruppo di persone che sui social stanno spesso per conto loro, soprattutto se c’è aria di tempesta.
Anche nella vita di tutti i giorni, evito le baruffe verbali come la peste: sono un tipetto ansioso e i litigi mi agitano fino a farmi stare male fisicamente.
Battibeccare non fa bene al cuore, né allo spirito: non sarebbe più utile usare Facebook/Twitter/Instagram per strappare un sorriso, per dire inconsciamente cose belle a chi ne ha bisogno?
A volte ci dimentichiamo che nelle nostre parole umane c’è un potere dirompente: quello di curare o distruggere.
 


Come d’abitudine, vi ricordo che la mia non è legge, e che quello che avete appena letto è una personalissima opinione.

  • Rachel (6 settembre 2017)

    OMG! Ahaha mi trovi d’accordo su tutto! Detesto i post del tipo ‘Non per fare polemica MA …’ … Ma cosa?
    Rimango sempre perplessa e sono convinta che, in alcuni casi, il social sia un mondo davvero critico e in cui le persone si fanno forza di un’identità fittizia o comunque digitale.
    Detto ciò, come sempre, un plauso va alla scelta delle foto che inserisci in questi tuoi articoli: sono una più bella dell’altra! <3

    • Rosy Milicia (6 settembre 2017)

      Ho un rapporto di odio e amore con i social. 🙂 Ci sono periodi in cui mi piace viverli, altri in cui ne ho la repulsione e ne faccio volentieri a meno.
      E devo ammettere, comunque, che ho commesso tre di questi errori… #confessionidiunablogger
      Grazie mille per i complimenti alle foto: ci metto ore a decidere quale usare e ogni volta ho il terrore che non possano piacere.

  • Catherine (6 settembre 2017)

    pienamente d’accordo con tutto quello che hai scritto Rosy

    • Rosy Milicia (6 settembre 2017)

      Sono contenta, Catherine. La tua opinione per me è sempre molto importante. 🙂

  • Giulia A. (6 settembre 2017)

    Questo post andrebbe stampato e incorniciato ù__ù Concordo su tutto.

    • Rosy Milicia (6 settembre 2017)

      Addirittura incorniciato? xD

      • Giulia A. (7 settembre 2017)

        Sì, e magari con appesa sopra una freccia a led che attiri l’attenzione sul testo, così che tutti lo leggano e sappiano come la penso x°D

        • Rosy Milicia (7 settembre 2017)

          Sono molto molto felice di sapere che la pensi come me: in fin dei conti sei una delle mie primissime lettrici dai tempi del Dragonfly blog e gruppo. 🙂

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