Cinque motivi per cui guardare Sons of Anarchy

Un club di motociclisti, armi a gogo, sesso, affari sporchi: in tre parole Sons of Anarchy.
Sette lunghe e indimenticabili stagioni con colpi di scena, voltafaccia, chiaroscuri, un po’ di speranza e poi morte-morte-morte-morte-morte.
Una delle serie che ho più amato, quella creata da Kurt Sutter, andata in onda dal 2008 al 2014 in un continuum di adrenalina e sofferenza.
La adoro per moltissimi motivi, di cinque (più uno!) ve ne parlerò oggi, gli altri dovrete scoprirli guardando Sons of Anarchy!

Nessuno spoiler, in questo mio articolo, state tranquilli, ma l’infinita passione per una serie che sa come rompere gli schemi.

 

Jackson Nathaniel “Jax” Teller
Non potevo che iniziare da lui, da un protagonista in bilico tra luce e ombre, tra il bene e il male, tra il sé che potrebbe essere e il sé che in verità è. Un ragazzo che diventa uomo di stagione in stagione, di tormento in tormento, mentre l’amore lo sostiene e lo annienta.

Jackson Nathaniel “Jax” Teller si ama e basta, anche quando in realtà dovresti detestarlo e basta.
Ha saputo conquistarmi pian piano, perché all’inizio lo credevo un bulletto, un fannullone, uno che non voleva prendersi le sue responsabili, dopo mi son dovuta ricredere…
Inoltre, a personificarlo, è un giovanissimo Charlie Hunnam!
Vi basta come prima ragione?

Crudo realismo
Nonostante Sons of Anarchy sia ambientato in una città fittizia, ovvero Charming, l’intera serie ha un’aura di brutale verismo.

Quindi niente favolette per cuori delicati, nelle sue tante puntate, né buonismo spicciolo.
C’è la vita con le proprie brutture – tradimento, doppiogioco, violenza fisica/psicologica! –, a volte forse esasperata, altre no, ma c’è pur sempre quel che nessuno vuol mostrare davvero in TV: ovvero quanto l’uomo sia un demone in carne e ossa.
A me, questo genere di crudo realismo, piace in quanto non vado in cerca delle favolette, né me le aspetto in un telefilm di questo genere.

La controversa Gemma Teller Morrow
Una matriarca, una “donna d’acciaio”, una madre bugiarda, un’anima fragile, una moglie (in)soddisfatta… e potrei continuare per ore! Il personaggio femminile più controverso mai incontrato in anni e anni di serie americane: prima la odi, poi la ama, di nuovo la odi e in fine… la odi oltremodo.

Gemma Teller Morrow è la perfetta sintesi di Sons of Anarchy, ancor più di quanto lo possa essere Jax, poiché quel genio di Kurt Sutter ha riposto in lei l’essenza stessa dell’ambiguità.
È interpretata dalla bravissima Katey Sagal, conosciuta anche per aver doppiato Leela dei Futurama: è perfetta, non solo nell’aspetto psicologico, ma persino in quello estetico.
Kurt Sutter non poteva scegliere di meglio!

Un moderno Amleto
Sì, avete letto bene e credo fortemente che Shakespeare non se la sarebbe presa per questa reinterpretazione su due ruote: tutto difatti richiama l’Amleto, dalla vendetta alla sopraffacente sensazione di dolore del protagonista, passando per le vie del riscatto.

In più personaggi come Amleto stesso, Ofelia, Claudio e Gertrude trovano posto in altri nuovi personaggi che ne rispecchiano minuziosamente le caratteristiche.

Il ruolo della famiglia
I Samcro, ovvero “Sons Of Anarchy Motorcycle Club Redwood Original”, sono una famiglia… di criminali, sì, ma pur sempre una famiglia. Unita, forte, coraggiosa, affiatata (di norma).

I membri si guardano le spalle gli uni con gli altri, non importa se non c’è nessun legame di sangue tra di loro: è sempre fondamentale uscirne vivi e assieme.
Ecco, seppur trattata in maniera piuttosto discutibile, la famiglia è un’altra colonna portante – se non la colonna portate! – di questa serie TV sopra le righe.
Vorrei farvi degli esempi, ma sarei a rischio spoiler, perciò lascio a voi scoprire le scene più significative.

Un piccolo extra…
Stephen King ha interpretato il ruolo di Bachman nella 3×03.

Guardate che personaggio pazzesco!

 


Darete una possibilità a Sons of Anarchy?

  • Bianca (9 ottobre 2017)

    Leggendo quest’articolo, mi é venuta voglia di guardarlo! 😊

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