Come dovrebbe essere un blogger?

Cara/o (collega) blogger, posso rubarti un po’ di tempo tra un post, un pin e un tweet? Sì? Forse? 

No, non preoccuparti, non sono qui per dirti come devi fare l’influencer: sono qui per ricordarti come dovrebbe essere una PERSONA che parla di libri, in tutte le salse, che sia attraverso un post o un pin o un tweet.

 

Un blogger per me dovrebbe essere: professionale, umile e onesto.

► Professionale perché, hobby o non hobby che sia, stiamo parlando del lavoro di un autore e/o di una casa editrice: il lavoro produce soldi e i soldi servono a pagare le bollette, poiché la gloria a quanto pare non è considerata moneta di scambio. 
Quindi, cara/o (collega) blogger… 
Quando un romanzo non ci è piaciuto, non usiamo le parole “merda” e “cesso”. 
Quando diciamo a un autore: «Ti recensisco/segnalo entro il 2019» che non sia però poi il 2000-e-mai con sparizione annessa. 
Se non possiamo leggere un romanzo, perché abbiamo i planning strabordanti, non chiediamolo all’autore o alla casa editrice. E, se per lo stesso motivo, non possiamo accettare nuove proposte dall’autore o alla casa editrice, meglio un franco no detto subito di un sì che maschera un no. Fa molto meno male!
Dobbiamo essere consapevoli di avere in mano il futuro non solo lavorativo di una persona (o di più persone), ma anche quello privato.

► Umile per il semplice motivo che non siamo né premi Pulitzer né i Vittorio Sgarbi “de noaltri”. Umile perché molti autori temono la figura del blogger e vivono la pubblicazione con un’ansia che li logora dentro. 
Io sono con un piede nel mondo blogger e con l’altro in quello editoriale: posso garantirvi che questo genere d’ansia ti trivella il cuore!

► Onesto. Sempre e soprattutto onesto. 
Ho un blog dal 2014, e non saranno tantissimi, ma in quattro anni ho imparato quanto l’onestà ripaghi. 
Per esempio…
All’inizio del mio percorso, non digerivo molto gli erotici, perciò ne limitavo la lettura. Pensavo: «Perché leggere un erotico, se l’erotico non mi prende?». MA non era il genere a non prendermi, erano i romanzi letti in quel periodo che non facevano per me.
L’ho capito nel 2016, quando ho preso in mano il famoso “Antony” aka “Prova ad amarmi” di Sylvia Kant. 
È stato amore a prima vista e, nella mia recensione, presente pure su Amazon.it, ho ammesso pubblicamente quanto fossi stata sciocca nel giudicare il genere a causa di alcune letture sbagliate: se non l’avessi detto – se non avessi confessato la mia superficialità – avrei dimostrato poca onestà e… la poca onestà non porta da nessuna parte. 
Dal 2016 l’erotico ha iniziato a piacermi e, grazie proprio all’erotico, sono arrivata al dark romance (un altro grande amore a prima vista!).
Perciò: viva l’onestà e il mea culpa
Siamo tutti esseri umani, in fin dei conti!

Cara/o (collega) blogger, ci tenevo a dirti queste cose. Ci tenevo in quanto sono divisa a metà e so cosa significhi essere blogger ed essere autore: entrambe le metà fanno parte di me ed entrambe le metà sono la stessa faccia dell’editoria.
Non facciamoci quindi la guerra. Prendiamoci per mano e sosteniamo insieme la bellezza dei libri. Una delle poche bellezze al mondo che non ha confini né fa discriminazioni. 

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