Confessioni di… Lisetta Renzi

Lisetta Renzi si occupa di marketing, ma… il suo cuore è un cuore da scrittrice. Ha usato tanti pseudonimi, tra cui quello di Lisa Lorenzi, e in primavera, sotto il marchio editoriale Leggereditore, ha pubblicato Il casale dei sogni perduti.


Vediamo cosa ci racconta…

 

 

Parto con la domanda che spesso definisco “di rito”: chi è Lisetta Renzi?
«Un’amante della lettura, dell’arredo, del paesaggio, del buon cibo, di un bicchiere di vino sorseggiato con gli amici e soprattutto un’amante del fantasticare, per questo forse scrivo.»

Il casale dei sogni perduti: come e da cosa nasce l’idea?
«Da tempo – sul modello di alcuni tra i miei libri e film preferiti (Camera con vista, Io ballo da sola, Sotto il sole della Toscana, Un’ottima annata, French Kiss) –  avevo il sogno di scrivere un romanzo ambientato in Toscana che raccontasse una storia di “cambio vita”, di ritorno ad una esistenza più emozionale, a contatto con la natura, e di riscoperta delle proprie passioni più autentiche.
Poi all’improvviso, tre anni fa, durante una vacanza in Val d’Orcia, passata in compagnia di Orgoglio e Pregiudizio, ho avuto l’idea di un libro che integrasse la storia di rinascita personale ambientata in Toscana, che volevo scrivere da tanto, con quella di un amore contrastato e romantico ispirata alla grande Jane Austen.»

Isabel «lavora come controller in una prestigiosa banca londinese, ha una relazione con un manager di successo e vive in un lussuoso loft». Ci parli di lei e della sua quotidianità.
«Lavoro al Sole 24 ORE, quello della finanza è dunque un mondo che conosco abbastanza bene. Così come conosco bene il desiderio di una vita a contatto con la natura e le emozioni, e non solo con la razionalità e il “grigio” del mondo del business, desiderio che coltivo occupandomi delle piante nel mio terrazzo.
Nell’attrazione di Isabel – inglese che vive a Londra ma di origini toscane – verso un mondo più solare e mediterraneo di quello in cui è cresciuta, si ritrova inoltre forse un po’ la mia vicenda di bolognese nata tra le nebbie, che ha lavorato a Milano e che alla fine si è trasferita a Roma.
Non da ultimo nel romanzo si ritrova la mia passione per le case. Da sempre sono un’accanita lettrice di riviste d’arredamento e di continuo cambio la disposizione dei mobili del mio appartamento. Passione che ho trasferito nel sogno di Isabel di diventare arredatrice e che mi ha portato a porre in testa ad ogni capitolo un consiglio d’arredo in linea con l’evoluzione della storia e della protagonista, che poi va a confluire a fine romanzo in un vero e proprio vademecum di arredamento dalla A alla Z.»

 

 

Il suo è un romanzo che parla di destino e sogni, soprattutto di metamorfosi: ma quanto è possibile secondo lei poter tornare indietro e cambiare il proprio futuro?
«Non solo penso che sia possibile, ma che spesso sia necessario. Credo sia capitato a tutti di avere, ad un certo momento della propria vita, bisogno di un cambiamento. Del resto questo è il senso di tutte le storie, che siano un romanzo o un film, ci raccontano della necessità talvolta di cambiare e forse per questo ci appassionano, perché riflettono una generale condizione umana.
All’inizio del romanzo Isabel è una donna ferita che, delusa da Neri, il suo primo amore, ha messo da parte il proprio cuore e deciso di seguire la ragione. Controllata e incapace di lasciarsi andare, combatte contro la sua vera natura e non vuole cedere alle passioni del suo passato, che siano quelle del cuore o quelle dei suoi sogni di bambina, quando voleva diventare architetto. Le case infatti allora erano la sua passione, le sembravano parlarle delle emozioni e del carattere di chi le abitava.
Quando però eredita il casale toscano dove ha passato le estati da ragazza e dove ha conosciuto Neri, è costretta a fare i conti con il passato. Rincontrare il suo primo amore la turba più di quanto non vorrebbe ed entrare di nuovo nel casale le fa scoprire che le case le parlano ancora.
Non sono solo materia, mura, luoghi dove abitare, ma le evocano emozioni dimenticate, o al contrario le fanno sognare la possibilità di una vita futura diversa. Sono un linguaggio che le parla di se stessa senza bisogno di parole. Come se ogni stanza, ogni oggetto, ogni profumo la rimettesse in contatto con la parte più autentica di sé, evocando le passioni che aveva cercato di dimenticare e riportandola ai sogni che credeva perduti.
Anche se non lo ammette, dietro la sua facciata razionale e controllata, Isabel è infatti rimasta ancorata alle vecchie passioni, come pure intatta è rimasta la sua capacità di amare. Ha solo bisogno di rendersene conto, perché solo quando riusciamo ad avere piena consapevolezza di noi stessi possiamo davvero essere felici e per farlo bisogna comprendere da dove veniamo, ritrovare la via di casa.
E chissà che dopo aver ritrovato la via di casa, Isabel non trovi anche quella del cuore.»

Perché i lettori dovrebbero leggere Il casale dei sogni perduti?
«Il casale dei sogni perduti è un libro che parla di passioni: non solo romantiche, ma anche verso la vita all’aria aperta, la buona tavola, il buon vino e soprattutto verso l’arredo e la bellezza del paesaggio.
Credo che possa piacere a tutti coloro che sentono l’esigenza di un’esistenza più libera, di abbandonarsi al flusso della vita e di lasciarsi andare al qui e ora delle emozioni e ritrovare le proprie aspirazioni più autentiche.
Al suo interno i lettori troveranno un amore contrastato che supera tutto. Una protagonista che impara ad ascoltare il proprio cuore e ad avere il coraggio di seguire i propri sogni. Un personaggio maschile affascinante e apparentemente freddo e distaccato che invece si rivela capace di grandi passioni. L’amore per l’arte e la bellezza del nostro paese. Le viti, i cipressi e i colori della Toscana. Un paesaggio e dei borghi meravigliosi. L’aspirazione al ritorno alle proprie radici, ad un passato e una cultura senza i quali non ci può essere futuro.»

Quali sono i suoi progetti futuri?
«Per ora mi sto prendendo una pausa dalla scrittura, per riposarmi dopo tre romanzi scritti uno di seguito all’altro (con gli pseudonimi di Lisa Lorenzi e Virginia Lisi). Sto però già pensando a un romanzo storico, ambientato nel Trecento, sulla biografia di una donna forte e al tempo stesso appassionata, di cui per ora non svelo il nome. Un romanzo molto diverso da quelli scritti fino ad ora, ma ancora una volta ambientato in Toscana.»

Qual è invece il romanzo che non scriverebbe mai?
«Un giallo o un thriller.»

E quello che avrebbe voluto scrivere?
«Tanti! Orgoglio e pregiudizio, Madame Bovary, La Certosa di Parma, Il Gattopardo, Tonio Krogerdi Thomas Mann, Eugenia Grandet di Balzac, Bridget JonesPippi Calzelunghe…»

Grazie per essere stata mia ospite e buona fortuna per Il casale dei sogni perduti!

 


Confessioni di… è la nuova rubrica in cui vi parlerò di realtà interessanti e personaggi particolari, senza cadenze o schemi, ma nella totale libertà – appunto! – delle confessioni.

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