I libri che ho letto nelle vacanze di Natale

Devo dire che ho letto molto, davvero molto, in queste mie vacanze natalizie: ho recuperato romanzi che avevo comprato e accantonato per mancanza di tempo, ne ho riletti alcuni che mi sono rimasti nel cuore, altri che invece ho odiato e riodiato ancora.

Tra i molti, forse una decina e più, ho scelto tre (vecchi) titoli di cui parlarvi. Dalla narrativa al romanzo storico, per chi come me adora tutti i generi… o quasi!

 

La dama nera
Aemilia non è una donna pacata, fragile, o sentimentale. Aemilia è forte, determinata, una ribelle che combatte la noia. Si differenzia dalle altre dame, si differenzia dagli standard comportamentali, non si conforma alle regole, le infrange infischiandosene di tutti e tutto.

Capricciosa e insolente, per lei, crescere alla corte della regina Elisabetta sarà un’avventura, un brivido inconfessabile, poiché grazie (o a causa?) del suo essere rivoluzionario si imbatterà nel giovane William Shakespeare.
Nel tempo diventa sua amante e musa… poi? Il cupo manto della magia cade su di lei, rendendola una “dama nera”, sposa nelle arti occulte.
Cosa accadrà? Che segreti un tale romanzo porterà alla luce?
Sally O’Reilly realizza un quadro fervido, ponderato, articolato alla perfezione.
Al di là del dato storico, il lettore partecipa emotivamente alla crescita della protagonista che nulla ha di usuale (secondo i canoni imposti dell’epoca), senza tralasciare quel che la fonte documentata può dare, facendosi in tal modo base portante per l’intero libro: lo stile di Sally O’Reilly, inoltre, accentua l’atmosfera della vita di corte fatta di segreti e tradimenti.
Il suo è un romanzo che si lascia leggere, che si plasma alla mente con sillabe intrise di storia e avvenimenti, è un romanzo che per gli appassionati sarà una lettura indispensabile e (quasi) obbligata.

 

Le ali della vita
Letty crede di non essere una brava madre e che la sola soluzione sia quella di andar via: Letty non sa che, invece, sta dando il meglio di sé.

Letty crede di non avere nessuno su cui potersi appoggiare nella disperazione, crede di non poter sopravvivere al distacco, Letty crede di essere troppo debole per crescere i suoi due figli. Soprattutto, quando il passato bussa alla sua porta.
Le ali della vita è un martello pneumatico che rompe le barriere del cuore, è un tornado che irrompe nel silenzio della notte, è un gioco pirotecnico che a ogni scoppio luminoso cambia il proprio colore.
Vanessa Diffenbaugh dimostra, per l’ennesima volta, la sua abilità di comunicare attraverso le parole: ha creato un personaggio reale, una donna-madre che spezza i connotati classici della perfezione materna e che si mostra con le sue fragilità emotive.
L’autrice, con il suo inimitabile stile, dà una forte impronta psicologica a ciascun personaggio. Ognuno di loro invero possiede una tridimensionalità specifica, per nulla casuale, capace di saltare al di là delle pagine. Tutti hanno un loro scopo, da Alex (il figlio adolescente di Letty) a Maria Elena (la madre di Letty), che giocano un fondamentale ruolo nella narrazione ricca di pathos e sentimento.
Le ali della vita affronta la realtà in maniera concreta, donandoci uno scorcio sensoriale che in molti hanno di certo assaporato sulla pelle.

 

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso
L’esistenza di Brianda Gonzaga era (sì, era!) una continua trottola di libri da correggere e da leggere, libri da amare, libri da curare, libri e ancora libri: ma la sua carriera di editor, purtroppo, viene stroncata da un minuto all’altro.

Ora non ci sono più autori da seguire, consigliare, da veder crescere come roselline in primavera. E, senza lavoro, senza speranza, con la consapevolezza della realtà, Brianda inizia un viaggio verso un futuro per niente chiaro.
E alla fine successe qualcosa di meraviglioso ti entra dentro, come un’ode alle seconde occasioni.
Con la sua narrazione, ricca di concrete riflessioni, apre il cuore e lo prepara a una tangibilità che va oltre l’umano: Sonia Laredo ci incalza con la sua prosa elegante, simile alla danza di una farfalla nel cielo primaverile, anche se forse un po’ povera di dialoghi.
Nonostante ciò, penso che E alla fine successe qualcosa di meraviglioso sia un libro che tutti dovrebbero leggere, al di là delle proprie preferenze letterarie.

 


Voi invece cosa avete letto nelle vacanze di Natale?

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