Il nuovo drama di Netflix: “Switched”

Tra le tante novità estive di Netflix, il drama giapponese Switched è tra quelle che più mi ha incuriosito: vuoi perché ha delle tinte drammatiche, vuoi perché è pure scolastico, oltre a fantasy.

Perciò non ho resistito alla tentazione e l’ho guardato in un paio di giorni…

 

Il nuovo drama di Netflix è tratto da un manga in tre volumi intitolato Sora wo Kakeru Yodaka, di Shiki Kawabata, ed è formato da una stagione da sei episodi di quaranta minuti ciascuno: si vocifera di una seconda stagione, ma non c’è nulla di concreto, in quanto la storia di Ayumi e Zenko inizia e finisce in questa prima (e al momento unica) stagione.
Ayumi è il classico personaggio popolare, con una famiglia unita e degli amici che l’adorano. Zenko è l’esatto opposto. Per niente socievole e solitaria, la madre non le dà le giuste attenzioni e degli amici non c’è nemmeno l’ombra.
Durante la luna rossa, Zenko farà in modo di scambiare il proprio corpo con quello della bella Ayumi, così da potersi liberare dai propri fardelli. Il come e il perché lo lascio a voi scoprirlo: in fondo alla pagina troverete, comunque, una trama abbastanza dettagliata.
Switched è stato diretto da  Hiroaki Matsuyama, famoso per il drama Honey and Clover, famoso anche per una regia brillante e impeccabile. Infatti Switched, tecnicamente, è davvero un gioiellino. Sul piano narrativo, invece, l’ho trovato un po’ lento e farraginoso.
Sono state ben strutturate alcune parti, altre sono state del tutto lasciate al caso, soprattutto negli ultimi episodi, rovinando a mio avviso una storia che nel suo insieme aveva un quid particolare. Nonostante il tema dello “scambio dei corpi” sia trito e ritrito, nella produzione nipponica quanto in quella statunitense, i primi tre episodi catturano abbastanza l’attenzione: poi però tutto crolla. Dalle relazioni sentimentali alla ricerca di una soluzione affinché Ayumi possa ritornare nel suo corpo. È tutto un correre qui e lì, tra momenti di stallo quasi quasi inutili.
Quindi, sul piano narrativo, per me Switched è bocciato.
È da lodare, invece, la regia. Attori bravi, molto bravi, inquadrature spettacolari e musiche bellissime che s’interrompono nel momento giusto e creano un contrasto da capogiro con i dialoghi.
Per concludere: consiglio la visione di Switched?
No, non la consiglio, in quanto la storia mi ha profondamente delusa: c’era il giusto mix che avrebbe potuto conquistarmi, se il plot non avesse presentato determinate lacune narrative, ma purtroppo le lacune ci sono e il risultato finale per me non è dei migliori.

 


 

Anno: 2018
Stagioni: 
1 con un totale di 6 puntate.
Durata singolo episodio: 40  minuti.
Genere: romantico, scolastico, fantasy.

La giovane studentessa Ayumi Kohinata vede in un istante la sua vita cambiare. Shunpei Kaga, Koshiro Mizumoto e Ayumi Kohinata, sono tre amici legati tra loro fin da bambini, ma uno di loro, Koshiro Mizumoto, a un certo punto però confessa i suoi sentimenti per la popolare Ayumi e i due, da semplici amici, diventano qualcosa di più. La relazione tra Koshiro e Ayumi però sembra suscitare le invidie della impopolare Zenko Umin che, nel giorno del primo appuntamento tra Ayumi e Koshiro, chiama la compagna di classe e le chiede di incontrarla. Zenko si lancia da un palazzo davanti agli occhi di Ayumi ma improvvisamente Ayumi si ritrova nel corpo di Zenko e viceversa. Nessuno sembra credere alla ragazza disperata, eccetto Shunpei che la aiuta a cercare un modo per riavere il suo corpo.
(Trama tratta da MyMovies)

 


 

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