JudyReview: “Mal che vada ci innamoriamo”

A CURA DI ALINA VENTURA

 

Quasi un mese fa, complice un buono della Vodafone, sono entrata in uno store Mondadori con l’intento di acquistare un libro appena uscito.

Ahimè, dopo varie ricerche tra gli scaffali e l’aver poi chiesto aiuto al commesso, scopro che non avevano il romanzo che volevo e che dovevo quindi sceglierne un altro. Mi sono un po’ demoralizzata, anche a causa della mia perenne indecisione: come si fa a scegliere un tesoro in una marea di tesori?

 

Sospirante, allora, mi sono convinta che non potevo uscire di lì senza un libro. Leggo la trama del primo, poi quella del secondo e così via, finché… ecco una cover verde Tiffany con una macchina da scrivere dalla quale sbucano dei cuori, ma più che la copertina ad attrarmi è stato il titolo: Mal che vada ci innamoriamo e sotto lo strillo (N.d.R. la fascetta di carta colorata) che mi avvisa che quella era una seconda ristampa.
Ho subito pensato: “Cosa avrà di speciale questo libro?” e… boomLa curiosità ha vinto.
Preso, pagato e portato a casa.
Il tempo però fugge e ho impiegato un po’ prima di iniziare a leggerlo.
Ormai sapete che sono di gusti difficili, almeno negli ultimi tempi – forse perché sto leggendo manuali con dei temi “particolari” di cui un giorno vorrei parlarvi –, e digerire i primi capitoli sono stati una faticaccia: ero molto perplessa, la voglia di abbandonare il romanzo c’era, però passata pagina cinquanta ho incominciato a vedere uno spiraglio di luce.
Allegra, la nostra protagonista, è una ragazza come le altre: non spicca per il fisico, ma per la sua capacità di saper dare consigli d’amore, e come spesso accade  è brava a darli agli altri e non a se stessa. Quindi, dopo varie storie e vari appuntamenti finiti male, scrive una lista delle qualità che vorrebbe trovare nella sua anima gemella. Peccato che se ne dimentichi, andando avanti con la sua vita e il suo lavoro: proprio per lavoro è obbligata ad avere degli appuntamenti con degli uomini, appuntamenti che finiscono sempre nel peggiore dei modi. Tranne uno. Tranne quello con Alex.
Alex per me è un personaggio un po’ controverso, un po’ distante, un po’ mi ha persino ricordato delle vecchie conoscenze: perché lui rappresenta il solito tipo di cui ti invaghisci e ti innamori, per poi scoprire che è… anaffettivo.
Come va a finire la storia tra Allegra e Alex? L’autrice gioca molto col destino e il lettore resta sempre col fiato sospeso: io stessa mi ero già rassegnata ancor prima di arrivare all’epilogo, ma devo dire che alla fine sono rimasta sorpresa (giunti a questo punto è necessario citare un pezzo di Massimo Ranieri: «Non me l’aspettavo»). E devo dire la verità, il finale mi ha davvero commossa, non per la storia in sé ma per il significato: poiché la vita trova sempre il modo di sorprenderti, poiché è sempre questione di destino.
Ho impiegato davvero tanto tempo per terminare Mal che vada ci innamoriamo. Perché non volevo separarmene, perché volevo riflettere sui consigli che Allegra dispensa alle sue lettrici. Ho amato e odiato Mal che vada ci innamoriamo: in esso ho intravisto una parte di me, una parte che mi ha fatto riflettere sul modo di vivere e di affrontare le situazioni.
Non consiglio questo libro solo per la storia originale, ma perché merita di essere letto. Per ciascun dettaglio che a una prima lettura può sembrare superfluo e che, in conclusione, diventa una scheggia affilata. Una di quelle schegge che fanno male fin quando non raggiungiamo la consapevolezza: questa consapevolezza è rappresentata dal fatto che nonostante i nostri progetti, nonostante ogni possibile previsione, alla fine la vita e il destino cambiano le carte in tavola. Ciò è quello che accade nel romanzo della Baccaglini e lo consiglio a quelle persone amareggiate e deluse dall’amore: non smettiamo mai di crederci, l’amore ci troverà e… se non sarà così Mal che vada ci innamoriamo!

 


 

Titolo: Mal che vada ci innamoriamo
Autore: Mary G. Baccaglini
Editore: Garzanti
Prezzo: € 6,99 – € 16,90
Pagine: 336

Allegra è convinta di sapere tutto sull’amore. Per lei non è quella entità misteriosa capace di far passare notti insonni o giorni a guardare il mondo con lenti rosa. Per lei l’amore è solo una delle tante cose che possono succedere nella vita. Forse per questo riesce ad avere la giusta lucidità per rispondere alle lettere che le donne le scrivono sulla sua rubrica le “Storie possibili”. Forse per questo riesce sempre a dare il consiglio giusto: se al primo appuntamento un uomo dice una frase piuttosto che un’altra Allegra è in grado di mostrare i tre scenari che possono avverarsi e quindi se sarà un “vissero felici e contenti”, un “mi accontento ma sono felice” o “una tragedia su ogni fronte”. Ma come spesso succede, la teoria è una cosa e la pratica tutt’altra. Quanto Allegra è brava a dispensare verità sull’amore, tanto è negata con sé stessa. Il suo cuore è lì, messo al sicuro in una botte fatta del ferro più resistente al mondo. Fino a quando all’improvviso il giornale per cui lavora la licenzia e Allegra si ritrova a trent’anni disoccupata e ancora in un monolocale in condivisione. Il futuro le sembra un’immensa nuvola grigia da cui il sole non può più sorgere. Eppure le sue amiche sanno qual è la soluzione: è arrivato il momento di fare la sua lista dell’uomo perfetto. È arrivato il momento anche per lei di mettere la ricerca dell’anima gemella al primo posto rispetto alla carriera. Appuntamento dopo appuntamento, però, Allegra colleziona solo disastri e si convince sempre di più che i sentimenti non facciano per lei. Ma la strada che porta all’amore vero è lunga e tortuosa e Allegra deve avere il coraggio di ammettere che nessuno sa davvero tutto su questo argomento. L’amore è imprevedibile, non ha regole. Sbaglia, devia, torna indietro. Bisogna solo lasciarsi andare e accettare che siamo fatti anche di baci, di abbracci e di carezze.

 


 

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