Kindle, estate e pagine lette

Con l’arrivo del Kindle, le mie letture estive si sono raddoppiate. Ho letto davvero tanto e ho letto di tutto. Dalla narrativa tosta ai new adult, dai new adult alle commedie romantiche.

Lo scorso mese, in Rosy’s Kindle shelf #1, vi ho parlato di alcuni self che ho letto e adorato: in questo articolo, vi proporrò invece cinque romanzi editi da diverse case editrici.

 

Storia di una famiglia per bene di Rosa Ventrella

La storia di una generazione, di un’epoca, di un meridione aggrappato alle tradizioni belle e non belle: Storia di una famiglia per bene è un romanzo che ti coinvolge dalla prima all’ultima pagina, capace di farti rivivere gli anni Ottanta e le atmosfere di una Bari vecchia, specchio di un Sud Italia devastato da povertà e ignoranza.
Storia di una famiglia per bene è anche una storia d’amore con se stessi, non solo con le proprie radici: Maria è una bambina, una ragazza e una donna in cui è difficile non potersi raffrontare.
Se mi seguite da un po’, sapete benissimo che amo lo stile di Rosa Ventrella e sapete benissimo quanto mi piaccia parlare della mia terra – Accadde una notte d’estate dovrebbe dirvi qualcosa, no? –, perciò vi consiglio col cuore di dare una possibilità a Storia di una famiglia per bene.
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Proibito di Jodi Ellen Malpas

Con la Malpas, ho un rapporto turbolento, perché le sue storie hanno quel qualcosa che mi attrae… ma che alla fine mi delude costantemente: Proibito ne è l’esempio.
Probabilmente la mia sarà un’opinione impopolare, però vi devo confessare che non ho trovato una forte connotazione psicologica nei personaggi. Se ciò mi viene a mancare, la mia attenzione cala di molto, e il romanzo finisce per scadermi.
Proibito aveva tanto potenziale, una storia abbastanza intrigante, eppure mi ha lasciata indifferente, nonostante la forte l’alchimia tra Annie e Jack.
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Echo di Rachel Sandman

Quando un romanzo parla di musica, io non riesco a resistere: devo leggerlo assolutamente! Per questo ho aspettato Echo con molta molta trepidazione. È il primo romanzo della Sadman che leggo, il secondo della Delrai Edizioni, e posso ritenermi piuttosto soddisfatta.
Tom è un personaggio adorabile e Sam è una che ne ha passate tante: assieme, con i loro difetti e pregi, si completano nel cuore e nell’anima.
Di Echo mi è piaciuto, soprattutto, il gioco d’imperfezione dei suoi protagonisti. Rachel Sadman non ci racconta di persone perfette, bellissime, che sanno cosa vogliono e sanno fare tutto. Ci parla di persone come noi, difettose, non bellissime, che non sappiamo cosa vogliamo e non sappiamo fare tutto, e ho apprezzato tantissimo questa scelta narrativa.
Consigliato!
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La matematica dell’amore di Helen Hoang

Il mio «no dei no» tra i romanzi di quest’estate.
Parto col dire che avevo aspettative altissime, ma così alte che credo ciò abbia influenzato il mio giudizio negativo.
L’Asperger è una di quelle sindromi su cui ho letto vari articoli di settore (prossimamente vorrei affrontare la lettura di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon), in quanto il mio sogno – di quelli che forse realizzerò tra una decina di anni – sarebbe scrivere un romanzo con un protagonista che soffre di Asperger.
Immaginatemi, quindi, quando ho letto la sinossi di La matematica dell’amore
Un romance che parla di Asperger: il top.
No, per me, non lo è stato.
La sindrome viene mal descritta, la protagonista appare quasi grottesca. La storia in sé poteva essere carina, quasi godibile, ma il tutto perde di credibilità: Stella sembra una macchietta, una forzatura. Non c’è naturalezza, non c’è il vero Asperger.
Qui sta la mia delusione, non nella narrazione in sé, ma nella psicologia mancante/errata della protagonista.
Essendo uno dei miei «no dei no» estivi, è logico che non ne consiglio la lettura. Purtroppo.
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Rose Blood di A.G.Howard

Mi piace come scrive la Howard, mi piace un po’ meno come struttura i suoi romanzi: a volte si dilunga dove non deve dilungarsi, altre va veloce dove dovrebbe soffermarsi.
Lo fa anche con Rose Blood: un fantasy strano, con le sue consuete tinte un po’ gotiche, poetiche ed eccentriche.
La storia c’è, magari non è perfetta. I personaggi ci sono, magari un tantino lacunosi. Lo stile è quello della Howard, ricco e semplice allo stesso tempo, che un po’ di affascina e che un po’ ti stufa.
Se la Howard sfrondasse un po’, se riuscisse a trovare un equilibrio stilistico, entrerebbe dritta dritta tra le mie autrici straniere preferite: perché i suoi romanzi, visti nel complesso, mi piacciono abbastanza. Però non del tutto, ahimè.
A Rose Blood, parlando in stelline, gliene darei tre. Non di più.
È uno di quei libri che si colloca nella mia «zona grigia», insomma: né bocciato né promosso.
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Avete letto almeno uno di questi romanzi?

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