Recensione: “La donna di ghiaccio” di Robert Bryndza

Quando attendi un romanzo da davvero tanto tempo, le aspettative sono sempre alle stelle. Aspetti la storia con una fame di sapere mai sperimentata. Vuoi conoscere i personaggi, l’autore, il suo stile, vuoi entrare dentro il libro per farne parte.
Così mi è successo, quando un anno fa, più o meno, la Newton Compton ha annunciato l’acquisizione di The girl in the ice dell’autore Robert Bryndza, pubblicato in Italia con il titolo La donna di ghiaccio.
Seguivo l’autore da un po’ ed ero impaziente di leggere il primo capitolo della serie dedicata alle indagini della detective Erika Foster, donna forte e caparbia, non la solita eroina tutta sospiri e fragilità. Certo, anche lei ha il dolore nel cuore, come qualsiasi essere umano, ma mostra di saperlo arginare di giorno in giorno, in quella sua vita piena di oscurità e delitti.

Robert Bryndza ci regala un thriller ben strutturato, seppure presenti alcune piccole lacune che, se contenute, avrebbero reso La donna di ghiaccio un romanzo da rileggere mille volte: che siano dovute all’inesperienza nel mondo dei thriller?
Queste piccole lacune, comunque, non ne inficiano la struttura. Forse deludono un po’ le mie aspettative, ma questo, appunto, è solo un mio problema.
La narrazione parte alquanto lenta, come se Bryndza cercasse di imboccarci il plot pagina dopo pagina, senza lasciare quindi nulla alla suspense e all’immaginazione. Questa lentezza, se così vogliamo chiamarla, a un certo punto viene sostituita da un ritmo crescente che coinvolgerà del tutto il lettore: difatti, oltrepassata la fase di stasi, la narrazione spicca il volo per poi fermarsi all’ultima riga scritta in un impeto incontrollabile di emozioni e tensione a mille.
La donna di ghiaccio, essendo il primo di una serie, comunque, si dimostra capace di aprire le porte a un nuovo mondo thriller dallo stile stringato ma d’effetto.
Mi è piaciuto – ma non entusiasmata! – e sono curiosa di leggere i capitoli seguenti: ovvero The Night Stalker, Dark Water e Last Breath per vedere in che modo si evolve il personaggio di Erika Foster e che direzione prenderanno le sue indagini.
In conclusione: un buon thriller, non all’altezza di quelli scritti da Michael Connelly o Lee Child, ma che tuttavia brilla di una luce tutta sua in un firmamento editoriale nel quale è difficile distinguersi.
Penso che Robert Bryndza abbia molto talento, deve soltanto trovare la sua dimensione narrativa e dare il meglio di sé.

 


 

Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 2,99 – € 9,90
Pagine: 384

Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

 


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