Perché il film di Ragnarok è un flop

Ho aspettato ben quattro anni, prima di poter vedere il fantomatico “terzo film di Thor”, quattro anni di curiosità, ipotesi, presunti spoiler…
Ma alla fine Thor: Ragnarok non è stato all’altezza delle mie aspettative.

Credo infatti che sia il film più brutto del mio 2017!

 

Parto dal presupposto che amo da sempre il personaggio di Thor: anche nel suo essere vanitoso e insopportabile, poi mutato per amore, non solo quello romantico, ma soprattutto quello amicale.
Parto dal presupposto che ero abituata ai toni più composti e meno goliardici dei precedenti film: un po’ di sana giocosità ci sta, ma il troppo stroppia, secondo me.
Parto dal presupposto che per me un Thor senza Mjolnir non è il dio del tuono conosciuto: di versioni/storie ne esistono tantissime nei fumetti, ma la presenza del martello è una costante, perciò perché farne a meno?
I colpi di scena in Ragnarok ci sono, ovvio, così come la sovrabbondanza di effetti speciali… però mi è mancato il sentimento con cui erano state prodotte – e recitate – le passate opere.
Questo Thor tanto sornione si avvicina più a una parodia di se stesso che al Thor di Chris Hemsworth a cui mi sono affezionata, le battutine fuori luogo poi – non considerando le scene filler che potevano benissimo non esserci –  hanno snaturato la solennità della mitologia norrena.
Se la trilogia di Thor avesse sin dall’inizio avuto toni irriverenti, come Deadpool tanto per fare un esempio, avrei un po’ forse gradito Ragnarok, poiché non è male come prodotto in sé, se non si tiene conto dello stile, ma, ahimè, io sono una di quelle spettatrici che dà molta importanza alla continuità e alla coerenza dei film…
In più, evitando di fare grandi spoiler – per questo c’è Wikipedia! –, ci sono alcune falle/facilonerie narrative, come… che fine ha fatto Jane Foster?
Nei film, a differenza dei fumetti che spesso la vogliono infermiera, Jane Foster è un’astrofisica che accanto a Thor ne passa di mille colori: a interpretarla è Natalie Portman che, nel 2016, non è stata confermata per il ruolo, in quanto, secondo i molti rumors, i produttori hanno voluto un nuovo interesse amoroso per Thor.
In che modo, nella pellicola, il protagonista ha giustificato l’assenza di Jane al suo fianco? Be’, con un semplice «Ci siamo lasciati!». Stop.
Il perché, il quando, il come sono un mistero.
È inconcepibile che in un film del genere, costato milioni di dollari e con un cast di tutto rispetto, venga sbrogliata così l’assenza di uno dei personaggi più importanti nella vita di Thor, secondo la storia intessuta nei primi due capitoli dell’attuale trilogia. C’è chi avrà chiuso un occhio, ci scommetto, però io non ce la faccio.
Non credetemi fan scatenata della Portman, brava attrice, sì, particolarmente ne Il cigno nero, eppure non mi ha mai conquistata, in special modo se la metto a confronto con Scarlett Johansson in L’altra donna del re: la mia è quindi più una questione tecnica.
Ovvero, una tale falla/faciloneria narrativa, in un romanzo, avrebbe attirato centinaia di recensioni negative: per quale ragione, in un film come Ragnarok, è ben accetta? Il personaggio di Jane Foster non può piacere, così come l’attrice che lo interpreta, malgrado ciò la giustificazione sbrigativa di Thor resta obiettivamente una pecca. E sono irremovibile al riguardo!
Insomma, ci sarebbero altre cinque o sei scene (a mio avviso) no sense di cui parlarvi, ma è meglio che metta un punto, così da evitare rivelazioni inappropriate in una recensione, anche se questa recensione ha più il gusto di un vero e proprio sfogo da fan delusa.

 


 

Anno: 2017
Durata: 130 minuti
Genere:  azione, fantasy, avventura, commedia

Per intervenire a difesa del pianeta Terra e dei suoi abitanti, il vanaglorioso principe di Asgard Thor (Chris Hemsworth) ha messo da parte i nobili natali, la discendenza aliena e i conflitti familiari con Loki (Tom Hiddleston), atterrando puntualmente con un tonfo al fianco dei colleghi Avengers tutte le volte che ce n’è stato bisogno. Dopo averlo visto sfidare i componenti più forti della squadra a sollevare il leggendario Mjöllnir, e gongolare nella consapevolezza di essere il solo degno di brandirlo, un potente nemico in gonnella si fa avanti per raccogliere la sfida e disintegra il martello sotto gli increduli occhi del proprietario. La perfida Hela (Cate Blanchett), tornata in libertà dopo millenni di prigionia, minaccia di scatenare la sua ira sul regno di Odino (Anthony Hopkins), e l’unico guerriero in grado di fermarla e scongiurare il Ragnarok è disarmato e imprigionato dall’altra parte dell’universo. Indebolito dallo scontro con Hela, Thor è finito nelle mani del Gran Maestro (Jeff Goldblum), un avido burattinaio il cui passatempo preferito è far duellare forme di vita inferiori dentro un’arena intergalattica. Ma l’avversario che la sorte riserva al dio del tuono è una vecchia conoscenza, lo scienziato Bruce Banner (Mark Ruffalo), nella versione più grossa e arrabbiata. Dopo qualche scaramuccia ai fini dello spettacolo, il “collega di lavoro” Hulk si rivelerà un alleato prezioso per salvare dalla distruzione l’intera civiltà asgardiana (da CoomingSoon).

 


 

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