Recensione: “Gemelle” di Giulia Besa

Gemelle identiche, ma con due personalità e due vite agli antipodi. Una cool e una un po’ sfigata. Una che ama la moda, l’altra che la detesta.

Gemelle identiche, sì, però con una voragine tra loro.

 

E a un tratto accade qualcosa, qualcosa che porta la sorella cool a nascondersi nella vecchia casa dei nonni, costringendo la sorella un po’ sfigata a prendere il suo posto per capire cosa le sia successo.
Giulia Besa con Gemelle, prova a mescolare il romance al thriller psicologico, senza, ahimè, riuscire a gestire al meglio nessuno dei due generi.
Se la storia c’è, intrigante per via dello scambio di ruoli e realtà, il costrutto narrativo fa acqua da tutte le parti, partendo da una Celeste poco definita, a causa del P.O.V. in prima persona di Vera – la gemella sfigata, tanto per intenderci! –, continuando appunto con una Vera che da protagonista pungente si rivela una protagonista eccessiva: eccessivo il suo sarcasmo, la sua petulanza, il suo dover giudicare chiunque.
Se la trama in sé non mi ha convinta, anche per altri motivi che non posso enumerare in una recensione, poiché dovrei svelarvi il colpo di scena – anch’esso piuttosto prevedibile –, dal canto suo, la scrittura della Besa è molto veloce e pulita.
Della stessa autrice, avevo letto anche Con te al di là del mare, del quale avevo apprezzato molto l’ambientazione verdeggiante e l’argomento scelto, ma anche qui avevo notato che lo sviluppo e l’intreccio fossero tremolanti come gelatina.
La Besa ha una bella penna, molto semplice e delicata, eppure non riesce a conquistarmi. E non si tratta del fatto che le sue opere siano indirizzate a un target giovanissimo, in quanto, ripeto, le idee di base mi stuzzicano, eppure non arriva, a parer mio, a manifestare al cento per cento la psicologia dei suoi personaggi.
Nel romanzo le Gemelle c’erano i presupposti per una storia esplosiva, una storia meno ordinaria di come in realtà è – con i soliti tópoi, le solite escamotage, i soliti dialoghi –, dallo scambio di identità al capovolgimento dello schema buono-cattivo.
Non dico che sia un “libro brutto”, dico semplicemente di prenderlo per quel che è, ovvero uno young adult in salsa rosa, caratterizzato dai piccoli grandi problemi dell’adolescenza, in un gioco di verità e bugie: chissà, forse l’averlo definito “tra il romance e il thriller psicologico”, per me che amo quest’ultimo genere, ha portato alle stelle le mie aspettative per poi infine tradirle.

Lettura consigliata a chi vuol trascorrere un placido pomeriggio senza pensieri.
Lettura sconsigliata agli amanti dei thriller alla Connolly e Dorn.

 


 

Titolo: Gemelle
Autore: Giulia Besa
Editore: Giunti
Prezzo: € 6,99 – € 12,00
Pagine: 304

Quando Celeste, la ragazza più popolare della scuola, abbandona inspiegabilmente il liceo appena prima della maturità, Vera, la gemella più chiusa e seriosa, decide di scoprire cosa abbia sconvolto la sorella. Per indagare si traveste da lei, immergendosi nel suo mondo scintillante. Ma così facendo si imbatte in segreti inconfessabili e aspetti imprevedibili delle persone che le stanno accanto: Massimo, fidanzato di Celeste, che Vera ha sempre considerato solo uno sbruffone arrogante e superficiale; Paolo, l’unico amico che Vera abbia mai avuto; e persino il padre, severo, ma all’apparenza equilibrato e imparziale…
Dietro la superficie limpida della vita sua e della sorella, Vera scopre ombre, tradimenti ma anche di potersi ritrovare con stupore innamorata. E, parallelamente, si apriranno per Celeste prospettive che mai avrebbe immaginato.

 


 

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