Recensione: “I pirati del lago” di Mariangela Camocardi

Può l’amore nascere dalla sventura? Diventare una forte armatura che protegge corpo e mente?

Può la ricerca di un fratello trasformarsi in una disavventura fatta di incontri e scontri e piccole danze del cuore?

 

Ci sono storie che ci raccontano tutto ciò: storie fatte di storia, di un linguaggio antico che parla di “cose” moderne (della forza di volontà, del doversi aggrappare a se stessi per sopravvivere, del coraggio di affrontare l’ignoto), di famiglia e affetti, di apparenze che imbrogliano e poi si spogliano.
I pirati del lago di Mariangela Camocardi, edito Amazon Encore, che si occupa della riscoperta di testi non più fruibili nel panorama editoriale, non è il classico romance storico: nelle sue pagine, di fatti, si evince una forte componente avventurosa che farà venire il batticuore (e molta curiosità) al proprio lettore.
Gli avvenimenti nella Milano del 1412, una Milano ben descritta, con un aspetto del tutto diverso da come la conosciamo noi, si susseguono uno dopo l’altro, incastrando il lettore in una spirale adrenalinica di sentimento e azione.
Cristina, la giovanissima e forte protagonista de I pirati del lago, è alla ricerca del fratello e in questa ricerca, per poter viaggiare senza attirare troppe attenzioni, deve fingersi ciò che non è: deve infatti “vestirsi” da ragazzo. Un dolce e birichino sorriso vi colorerà le labbra, quando Cristina incontrerà (o soccorrerà?) Fabrizio, un capitano di ventura dagli occhi azzurri e cristallini.
Potete benissimo immaginare il perché, visto che Cristina all’apparenza sembra un maschio…
Mariangela Camocardi per me è stata una scoperta! Ammetto di non aver mai letto nulla di suo, nonostante il romance storico sia uno dei miei “pasti letterari” prediletti. Una prima versione de I pirati del lago era stata pubblicata da Mondadori nel 1985, con una copertina molto romantica che, a mio avviso, non rispecchia appieno il tono del romanzo: tono più movimentato e meno sentimentale, rispetto allo standard del genere.
Il libro si distingue per lo stile, uno stile godibile, perfettamente integrato nel contesto in cui i personaggi – e quindi anche la narrazione – si muove, un contesto quattrocentesco nel quale il linguaggio era caratterizzato da una forte retorica.
Il lettore abituato a uno stile moderno, meno forbito, in un certo senso più piatto, potrebbe avere qualche perplessità iniziale o, comunque, trovare una primissima difficoltà ad approcciarsi al testo.
Confesso ancora che, di solito, seppure adori la prosa ricca, sono per la scuola di pensiero per cui un romanzo deve poter essere letto da tutti e dunque reso “leggibile” anche a chi i paroloni non li conosce. Nel caso della Camocardi, invece, approvo totalmente la scelta stilistica in quanto rispecchia alla perfezione lo scorcio storico da lei descritto.
In conclusione: I pirati del lago è uno di quei romanzi che dovrebbero essere letti, non solo per proprio piacere personale, ma anche per apprezzare la bellezza storica della nostra Italia.

 


 

Titolo: I pirati del lago
Autore:
Mariangela Camocardi
Editore:
Amazon Encore
Prezzo:
€ 4,99 – € 9,99
Pagine:
330

Milano, 1412. Cristiana è giovane, bella, sola e circondata da nemici, finché non incontra gli splendidi occhi azzurri del capitano di ventura Fabrizio. Lo fa quando tutto sembra perduto: il padre Jacopo è morto, il fratello Mattia è lontano e la madre Ippolita è succube del nuovo marito, Arrigo, che l’ha sposata solo per la sua ricchezza e sta cercando, aiutato dalla figlia Clarice, un modo per impadronirsi definitivamente delle fortune della famiglia.
Nel momento in cui Ippolita viene uccisa e la colpa ricade su Cristiana, il piano diabolico dei due sembra avere successo. È però solo l’inizio di una vicenda che ci trascinerà nel cuore della Milano dei Visconti, fra intrighi, congiure, tradimenti, ma anche amori inaspettati e bruciante desiderio. Perché ci sono incontri che non si possono evitare, e quello con Fabrizio sembra scritto nel destino: il suo è uno sguardo che scalda, rassicura, fa battere forte il cuore di Cristiana. Basterà – quello sguardo – a placare la sua sete di giustizia e di amore?

 


 

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