Recensione: “Il club delle seconde occasioni” di Dana Reinhardt

River Dean è un ragazzo con una dipendenza – o forse due? –, una dipendenza diversa da quelle degli altri adolescenti.

Lui non fuma, non beve, non ruba. Lui dipende dagli altri perché meno responsabilità ha e meglio è. Dipende dall’amore, dipende dall’amicizia, dipende dalla famiglia.

 

Non riflette molto, è un tipetto impulsivo, proprio per questo spesso si caccia nei guai: guai che, anch’essi, sono diversi da quelli degli altri adolescenti. Infatti, un pomeriggio, dopo esser stato piantato dalla sua fidanzata storica, si ritrova tra le mura di un gruppo di riabilitazione. Tutti giovani, suoi coetanei, con veri problemi, quali bulimia o taccheggio.
Lui? Lui è lì per il suo cuore spezzato. Si inventa così una seconda “identità” per avere la sua seconda chance: eppure non sa che questa avventura lo cambierà nel profondo.
Il club delle seconde occasioni di Dana Reinhardt, edito De Agostini, è un romanzo di formazione e crescita. Non c’è una storia d’amore, una disavventura dopo l’altra, ma l’irriverenza di chi sta diventando adulto senza accorgersene.
River, o Riv per gli amici, comincia un cammino che lo porterà dall’altra parte di se stesso, che lo condurrà verso quella maturità che gli manca. Un ragazzo qualsiasi, né troppo figo né troppo perdente, ingenuo a volte, opportunista altre, un ragazzo inconsapevole di ciò che la vita sia veramente al di là della scuola e della casa.
Pensa che la quotidianità sia il “posto sicuro”, quello nel quale rifugiarsi, anche se le relazioni finiscono e gli amici vanno avanti senza di te. Un personaggio che si odia e si ama, una voce maschile fuori dal coro di sicuro, che imparerà a dare valore alle cose e alle persone.
Lo stile di Dana Reinhardt è molto molto semplice, come tradizione americana impone insomma, e in questo caso credo che sia un vantaggio affinché il POV di River abbia credibilità. Siamo nella testa di un ragazzo di diciassette anni, confuso, senza meta e obiettivi: una narrazione più forbita, nonostante sia la mia predilezione, non l’avrei trovata coerente con il personaggio in sé. La traduzione è ben fatta, così come il plot che è lineare, con i soliti intoppi e sbrogli di conseguenza.
L’unica pecca? Non c’è un epilogo e io, da lettrice, ho sempre voluto sapere che succede “alla fine della fine”.
I personaggi della Reinhardt sono personaggi che, nonostante siano cliché narrativi, dimostrano una personalità tutta loro. Quella che più ho adorato è la sorellina di River, una bimbetta tanto sveglia e dolce che ti strappa mille sorrisi.
Consiglio Il club delle seconde occasioni a chi vuole ridere, riflettere, leggere qualcosa di fresco e con un narratore maschile. 

 


 

Titolo: Il club delle seconde occasioni
Autore: Dana Reinhardt
Editore: De Agostini
Prezzo: € 14,90 – € 6,99
Pagine: 288

Cosa c’è di peggio che essere lasciati di punto in bianco dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente, River Dean ne è convinto. Perché è esattamente quello che gli è capitato in un inaspettato pomeriggio di fine primavera: Penny l’ha mollato, senza una parola, una spiegazione. E senza nemmeno un passaggio a casa. Se n’è andata lasciandolo da solo, a piedi, dall’altra parte di Los Angeles. River si mette quindi in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei propri giorni. Finché un’insegna richiama la sua attenzione. L’insegna di un gruppo di supporto che promette una “Seconda Occasione”. Senza pensarci due volte, River si unisce al gruppo. È pronto a tutto pur di ricevere la sua seconda occasione. Anche a mentire e a innamorarsi, di nuovo.

 


 

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