Recensione: “Il solo modo per coprirsi di foglie” di Laura M. Leoni

Quando ti ritrovi in mano il nuovo romanzo di un’amica (e scrittrice) che stimi, c’è sempre nel cuore un’emozione travolgente, fatta di quella fiducia che una madre dà a un’altra persone nell’affidare il proprio figlio.

Laura, l’anno scorso, quando ancora non c’era né una cover né una data di pubblicazione, mi ha dato l’onore di leggere Il solo modo per coprirsi di foglie in anteprima.

 

Non sapevo cosa avrei letto, le avevo chiesto esplicitamente di non dirmi niente, perché volevo crogiolarmi nell’incognita letteraria: è straordinario lasciarsi andare alla narrativa, senza conoscere i nomi dei personaggi o l’ambientazione. Ed è stata un’avventura indimenticabile, una delle più belle del 2016, assieme ai romanzi di Amabile Giusti e Virginia de Winter.
Come avrete capito, miei cari lettori, questa è una delle mie poche recensioni di pancia: di quelle in cui me ne infischio della professionalità, e mi lancio a capofitto nell’excursus delle mie sensazioni di semplice lettrice. In fin dei conti, sono anche questo. Come lettrice, appunto, non posso che esprimere il mio amore assoluto per un romanzo che ti avvolge completamente con le sue parole schiette.
Se cercate il romanticismo, il miele grondante dei “Ti amo!” detti a raffica, delle inutili paturnie di una ragazzina alle prese col primo amore, be’, posso ben affermare che avete sbagliato romanzo.
Laura M. Leoni parla di vita vera, di quella vita disgraziata che ti prende e ti spezza in due, perché l’uomo è un demone senza spina dorsale che si nasconde dietro un sorriso viscido. Niente utopistiche realtà, ne Il solo modo per coprirsi di foglie, ma la spietata consapevolezza che siamo indifesi davanti alle difficoltà.
Soli, siamo fragili esserini con un cuore troppo esposto alle intemperie. Soli, siamo come coriandoli lanciati tra le folate del vento. Soli, siamo niente e resteremo niente.
Abbiamo bisogno di chi ci ami veramente, profondamente. Abbiamo bisogno di chi è pronto a sacrificarsi per noi per scuoterci dal torpore.
Genitori, amici, amanti, chiunque esso sia.
Daniel, uno dei tre personaggi principali, è solo nella Roma autunnale. Parte solo in questo suo viaggio italiano. Ma? Non sarà a lungo un’anima errante, un sorriso di circostanza, una stramba indecisione. Daniel crescerà camminando, cadendo, rincorrendo. Perché la musica incalza il ritmo del cuore, sollecitato dalla voce della tenebrosa Anita: una bimba-rottame, una ragazza sfiorita, una donna che vorrebbe la sua libertà.
Due giovani che si incontrano, si scontrano, litigano, fanno l’amore. Seguono la bora, la pioggia, la neve, arrivano in capo al mondo per salvare ciò che hanno.
Daniel e Anita non sono più soli, assieme sono due e uno allo stesso tempo, poiché amarsi ha il potere di fondere tutto, non solo i corpi.
Mi piace pensare a Daniel e ad Anita come l’inversione di Dante e Beatrice, in questo paradiso terrestre che invece è un inferno. Due persone che si appartengono, ma certe volte lontane, certe volte in squilibrio nell’equilibrio, due persone che insieme sorpassano la soglia dell’ingenuità e insieme raggiungono l’adultità.
È ineffabile quanto un romanzo di questa portata possa darti, impossibile spiegarlo a parole, anche se ci sto provando.
Potrei anche cimentarmi in un encomio dedicato allo stile di Laura M. Leoni, stile unico nel suo genere che, con pochissime pennellate, ti fa tremare cuore e pancia. Eppure non lo faccio: l’analisi tecnicistica sminuirebbe il pathos con cui è stato scritto Il solo modo per coprirsi di foglie, pathos che sento tuttora, dopo oltre un anno.
Non saprei come terminare questa recensione che, in verità, tanto recensione non è.
Vorrei che le mie non fossero parole dette al nulla, vorrei potessero entrare in voi, così come il romanzo di Laura M. Leoni è entrato in me. Vorrei che le mie parole fossero stigmate per il lettore che ha bisogno di emozioni – quelle concrete, fatte, sì, di sillabe, ma soprattutto di vita, –, una stigmate profonda quanto profondo è un libro difficile da dimenticare: Il solo modo per coprirsi di foglie rimarrà impresso nella memoria per sempre.
Credetemi! Quando lo leggerete, quando avrete il magone che vi serra l’anima, quando vedrete l’esistenza sotto un altro aspetto, allora, solo allora, non potrete più tornare indietro. Perché romanzi così ti cambiano inesorabilmente! 

 


 

Titolo: Il solo modo per coprirsi di foglie
Autore:
Laura M. Leoni
Editore:
BookMe (DeA)
Prezzo:
€ 14,90
Pagine:
443 c.a.

Tra le pagine di questo libro incontrerete Daniel, un riservato ragazzo italo-inglese in Italia per l’Erasmus, che cerca l’occasione di camminare da solo e si ritrova travolto da una passione fortissima. Claudia, la sua insegnante d’arte, una donna insoddisfatta e succube di una certa idea di moglie e di madre. Anita, studentessa con il talento della musica, una voce prodigiosa e un triste segreto celato dietro il sottile paravento di due labbra imbronciate. È il desiderio la forza che manda all’aria questi destini, costringendo i protagonisti a uscire allo scoperto una volta per tutte. Per capire che non esiste difesa dal mondo, dalla luce e dal dolore che a ogni respiro ci trafiggono con la stessa vertiginosa ferocia. Con uno stile semplice e profondo, l’autrice scava nei pensieri, nelle azioni, negli umori e nei traumi nascosti dei suoi piccoli eroi quotidiani, dando voce alla loro voglia di combattere, di non arrendersi, di essere semplicemente se stessi. Perché, parafrasando la magnifica poesia che dà il titolo a questa storia, vivere è il solo modo per coprirsi di foglie.

 


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