Recensione: “Il tredicesimo dono” di Joanne Huist Smith

Com’è la vita senza serenità? Com’è vivere nell’assenza della persona amata? Com’è lasciarsi trasportare dalla disperazione, mentre il mondo continua la sua corsa?
La felicità della famiglia Smith è stata messa a dura prova, poiché uno dei membri è venuto a mancare, così, all’improvviso, come pioggia battente che ti coglie di sorpresa.

Che bastarda la morte, un’aguzzina che sa ben architettare i suoi piani!


La sofferenza surclassa Joanne che non riesce a reagire alla dipartita del marito, la sofferenza vivifica persino l’animo di coloro che stanno crescendo senza una figura maschile al proprio fianco, ma Megan (la minore dei figli) crede ancora nella speranza.
Lei vuole danzare intorno all’albero di Natale, rimanere ammaliata dalle sue lucine magnetiche, abbandonare il velo del lutto per indossare gli abiti della festa.
E tutto inizia una mattina, con un regalo quasi “anonimo”, nel tredicesimo giorno di dicembre. E ne giungono altri ancora e ancora.
La curiosità dunque divampa, gli sguardi si accendono. Forse c’è
ancora qualcosa per cui combattere…
Dagli Smith tanto possiamo imparare, fin troppo, perché questa è una storia vera che dilata il cuore e fa nascere le lacrime.
Spesso diamo per scontato la presenza di un caro, l’affetto innato di un genitore. Spesso non pensiamo che un bacio e un abbraccio possono fare la differenza. Spesso siamo esseri superficiali, sempre di fretta e distratti… Poi, nel momento più impensabile, la falce recide una rosa preziosa per potersela portare via.
Il tredicesimo dono è un messaggio di fede, una missiva da parte di una donna che ha pianto il compagno, un urlo che scuote la mente.
Joanne Huist Smith
mette se stessa nelle parole, versando sulla carta ciò che ha provato nell’affrontare la perdita dell’amato: una morale lampante la sua, una preghiera di madre e moglie.
L’autrice si denuda, dipingendo l’intimità emotiva del distacco e parlandoci del miracolo che l’amore può fare.
Avrei dovuto soffermarmi sullo stile letterario probabilmente, ma avrebbe sminuito il fulcro principale del romanzo, perciò voglio che vi soffermiate sulla potenza dei nuovi inizi, sulla forza di volontà, sul voler credere nel domani, in quanto non vi è morte che tenga, se l’affetto della famiglia si insinua nel petto: invero le lacrime sono meno amare, se si ha una mano tesa a cui aggrapparci.

 


 

Titolo: Il tredicesimo dono
Autore: Joanne Huist Smith
Editore: Garzanti
Prezzo: € 6,99 – € 14,90
Pagine: 168

«Mamma, abbiamo perso l’autobus.» È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d’un tratto sulla porta: all’ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l’accompagna è firmato, misteriosamente, «I vostri cari amici». Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l’albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori in questo libro suggestivo, profondo ed emozionante. Il tredicesimo dono riesce così ad aprirci gli occhi sulla gioia che ci circonda sempre, anche nei momenti più impensabili. Sulle sorprese inaspettate che la vita sa regalarci. E sulla felicità improvvisa che tutti possiamo donare a chi ci sta accanto, non smettendo mai di credere nella forza e nella generosità dei nostri cuori.
 


 

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