Recensione in anteprima: “Di tutte le virtù” di Virginia Dellamore

I giochi di chiaroscuro mi hanno sempre affascinata: né troppa luce, né troppe ombre, ma il giusto bilanciamento di due opposti che insieme riescono a raggiungere un loro perfetto equilibrio.

Una miscela di emozioni “stritola cuore”, parole ad alto voltaggio, avventure e dubbi da capogiro che si uniscono e non si sovraccaricano.

 

Be’, non è certo facile creare e curare sfaccettature tanto impetuose. Non è soprattutto facile se devi stare attento al periodo storico, alle verosimiglianze, ai millemila titoli-titolati-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta, senza perdersi nel labirinto della logica ma inabissandosi in quello del cuore. Per questo quando nelle nostre lunghe conversazioni, Amabile Giusti mi racconta dei progetti di Virginia Dellamore, inizio a sognare a occhi aperti: poiché mette tutta se stessa in ciò che scrive.
È facile vedere dove, come e perché. Basta guardare i suoi protagonisti e le loro storie. Basta leggere, leggere davvero, non con superficialità, non tanto per leggere l’ennesimo romanzo della settimana. Basta tuffarsi nelle righe e abbracciare personaggi come Prue e Terence.
Fuoco, lei. Acqua, lui. Due giochi di chiaroscuro che ti fanno riflettere, sorridere, ti fanno pensare quanto sia bello leggere davvero, quanto siano uniche la vita e la libertà.
In Di tutte le virtù c’è vita e libertà in abbondanza, così in abbondanza da saturarci fino a svenire, da lasciarci con la voglia di volerne ancora di più: «Un’altra sola pagina», ci ritroviamo a pensare, in quanto emozioni-parole-avventure-e-dubbi sono troppi e il troppo non si può contenere. E… chi la contiene una come la signorina Prue “combina guai”?
Lo sapete già che io le trame non le riassumo, che non vi dico chi-fa-cosa, cosa-fa-chi. Lo sapete già che sono qui a raccontarvi a modo mio quello che ho avvertito, sperimentato, (ri)vissuto in una prima e seconda lettura. Mmm… Forse ce ne vorrebbe addirittura una terza, per quale ragione? Semplice: ogni rilettura è una nuova scoperta.
Dettagli su dettagli ti saltano all’occhio: un minuscolo e all’apparenza inutile gesto; un monosillabo e persino una timida virgola; Prudence che esita un secondo, lei che non sapeva cosa fosse l’esitazione; Terence che si ribella, lui che della ribellione non ne conosceva il gusto.
Di tutte le virtù è un gioco di chiaroscuro, di luci e ombre che si intrecciano per spezzare la monotonia delle regole, che vibrano, si inseguono, che raggiungono il culmine coinvolgendoti totalmente.
Questa è la carta vincente di Virginia Dellamore e dei suoi regency: il coinvolgimento.
C’è per intero lei nei suoi romanzi. Né un grammo in più dei suoi riccioli buffi, né un grammo in meno della sua sensibilità. Per me Amabile è Virginia, per me è se stessa al 100% tra le danze di un secolo lontano, tra le pagine di libri che le rinfrancano il cuore con la medesima potenza con cui lei rinfranca i nostri cuori… Perciò dovreste leggerla davvero, magari iniziando proprio da Di tutte le virtù.

 


 

Titolo: Di tutte le virtù
Autore: Virginia Dellamore

Editore:
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Prezzo: € 2,99 – € —
Pagine: 340 ca.

DISPONIBILE DAL 22 APRILE 2019
GIÀ IN PREORDER SU AMAZON

Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.
È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato.
Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato.
Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore?

 


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