Recensione: “La collezionista di libri proibiti” di Cinzia Giorgio

Amare il profumo dei libri, la solidità delle copertine. L’intensità delle parole che a volte diventano stigmate sul cuore per la loro crudezza, quella crudezza che c’è nelle piccole grandi verità celate.

Amare i libri e farne un mestiere. Collezionarli, comprenderli, curarli.

 

Olimpia vive di pagine sfogliate, di antichi volumi messi al bando, di autrici misteriose che parlano dritte all’anima con i loro versi. Olimpia è una giovane donna che conoscerà se stessa tramite preziosi tomi, la guida di Anselmo Calvani – l’antiquario che le indirizzerà la giusta via –, una libreria che diventa la sua seconda (o prima?) casa.
La collezionista di libri proibiti, edito Newton Compton Editori, è un po’ romance e un po’ narrativa storica: è un crogiolo di due peculiarità forse antitetiche che, tuttavia, riescono in un certo modo a coesistere.
Cinzia Giorgio riesce a tenersi in equilibrio tra questi due generi, intessendo una storia diversa dal solito, a tratti sognante, a tratti dolorosa.
Ciò che mi ha completamente rapita è l’ambientazione e soprattutto lo stile dell’autrice: la preparazione storica che esalta la letteratura proibita, quella letteratura messa al rogo perché celebra la crudezza.
Ci sono libri che possiedono un messaggio potente, un messaggio che spesso fa paura, un messaggio che può essere l’intralcio degli intralci. Olimpia colleziona quei libri, Olimpia diventa la madre di quei libri.
Cinzia Giorgio si dimostra abile per singolarità, competenza, padronanza stilistica: insomma si nota che mastica la materia letteraria. Ma?
Sì per me c’è un ma.
Se mi sono fatta totalmente coinvolgere dalla parte storica, quella romance mi ha lasciata indifferente. La relazione tra Olimpia e Davide – nipote di Anselmo –, poteva essere quel quid che avrebbe reso La collezionista di libri proibiti un libro stilisticamente perfetto, eppure?
Nel momento dell’eros, lo stile – nei pensieri, dialoghi e gesti – sfiora quel che io spesso definisco come “americanata”: Cinzia Giorgio, a mio avviso, non ha bisogno di frasi quali «Ti voglio dentro di me!» per far torcere il cuore alle sue lettrici.
Trovo che l’erotismo espresso in quei termini, sia eccessivo in un romanzo del calibro de La collezionista di libri proibiti. La Giorgio decanta il sentimento, che sia verso la letteratura o un uomo, e quel sentimento è, sì, appassionato, ma pur sempre delicato. Simile alla carezza di una piuma o al sussurro del primo soffio tiepido di primavera.
Lo stile dell’autrice è intellettualismo, classe, dedizione, per quale motivo conformarsi alla massa?
Ovviamente questo è un mio personalissimo appunto che, di certo, non va a intaccare un libro che mi è parecchio piaciuto (nonostante la sopracitata nota dolente) e mi ha dato ciò che cercavo da tempo: un personaggio prima ragazza inesperta e poi donna compiuta.
Consiglio La collezionista di libri proibiti? Direi di sì, perché Cinzia Giorgio ha contenuto ed esperienza, e il contenuto e l’esperienza sono comunque presenti nella sua ultima creatura d’inchiostro. 

 


 

Titolo: La collezionista di libri proibiti
Autore:
Cinzia Giorgio
Editore:
Newton Compton Editori
Prezzo:
€ 4,99 – € 9,90
Pagine: 
233

Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, brucia l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti… Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo… Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

 


 

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