Recensione: “La guerra dei mondi” di H.G. Wells

Spesso, quando si parla de La guerra dei mondi, molte persone tendono a confondere Wells-scrittore con Welles-attore.

Spesso si ha questo vago ricordo di un noto programma radiofonico in cui Welles-attore recitava i versi di Wells-scrittore con una bravura tale che la popolazione americana venne colta dal panico a causa di una presunta invasione aliena.

 

Ciò accadeva nel 1938, ma il libro di Herbert George Wells nasce circa quarant’anni prima, come romanzo a puntate.
Possiamo considerare La guerra dei mondi il primo vero scritto di fantascienza, in cui l’elemento extraterrestre fa comparsa in qualità di cambiamento letterario, quasi da rasentare il titolo di “caposcuola”: be’, dopo averlo letto, sarà persino lampante da dove provenga lo schema narrativo dei tantissimi film sci-fi (uno tra i titoli del 2017 potrebbe essere Arrival che, a mio avviso, come La guerra dei mondi, ha anche un messaggio morale davvero forte) che ogni anno popolano le nostre sale cinematografiche.
Il romanzo, come già detto, risplende per la sua originalità. Non è un semplice corollario di avvenimenti, piuttosto una sorta di “carta dei diritti” degli esseri indifesi – umani e non – innanzi al “conquistatore”.
C’è una trasparente ideologia anticolonialistica, grazie alla quale l’autore ci fa ben comprendere da che parte dovremmo stare, essendo “noi” tutti essenza di un mondo che va alla distruzione per colpa delle nostre stesse mani.
Non è un romanzo d’azione, almeno nel senso stretto del termine, né di guerra. È un romanzo in cui si mette in discussione l’uomo come entità etica, in un contesto storico che sta radicalmente cambiando il mondo, andando spesso verso il basso e verso l’alto dei comportamenti morali. C’è la voce di chi viene schiacciato, abusato, sradicato. C’è la voce di chi vuole essere pari tra i pari, ormai stanco dei soprusi sociali.
Credo che La guerra dei mondi, nella sua allegoria vittoriana, sia al quanto attuale. Infatti è ingenuo, forse pure un po’ superficiale, soffermarsi soltanto alla natura puramente narrativa dell’opera di Wells. Ci sono fin troppe emozioni da far proprie, soprattutto in un’epoca come la nostra, nella quale facciamo fatica ad accettare il “diverso”, nonostante si inneggi alla libertà individuale.
Ovviamente è chiaro che ne consiglio la lettura. La guerra dei mondi è un romanzo adatto a tutti, persino agli adolescenti, per il messaggio e per la bellezza dell’opera in sé: sono sempre stata convinta che i classici – quei testi che rimangono nel tempo e non sono velocissime comete nel cielo letterario – debbano essere pilastri dell’educazione e della formazione dei giovanissimi.
Vi basterà poco per leggerlo, ma tanto per elaborarne i sentimenti.

 


 
Titolo: La guerra dei mondi
Autore:
H.G. Wells
Editore:
Fanucci Editore
Prezzo:
€ 10,00
Pagine:
247

Cosa sono quelle esplosioni che si registrano a ritmo regolare sulla superficie di Marte? Da dove proviene quel gigantesco cilindro metallico fiammeggiante, piovuto dal cielo, rinvenuto in un cratere a poca distanza dal centro di Londra? Qualunque sia la forma di vita che ha guidato quell’oggetto fin lì, nessuno può prevedere l’entità della catastrofe che sta per scatenarsi sull’intera umanità. Quei cilindri che non cessano di cadere sulla superficie della Terra sono abitati da creature il cui unico scopo è distruggere ogni forma di vita sul pianeta e colonizzarlo. Le loro gigantesche macchine da combattimento sono pronte ad annientare qualsiasi forma di opposizione umana e a rendere la Terra una landa desolata da scenario post-apocalittico. Un’umanità terrorizzata e disillusa, avviata impotente verso una fine crudele, vede avverarsi l’incubo più profondo e ancestrale: l’apocalisse. Il destino ultimo del mondo sembra aver trovato il suo compimento. Un disegno più grande di quanto l’intelligenza umana possa comprendere sta per essere rivelato. Una delle storie più straordinarie mai raccontate.

 


 

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