Recensione: “La ragazza senza nome” di Sandra Block

Cosa si nasconde in noi? Nelle profondità della nostra mente? Siamo chi siamo o siamo altro, anche se inconsapevolmente? È difficile definire la ragione, difficile etichettarla, perché essa ha varie sfumature, varie prospettive, varie verità.

La dottoressa Zoe Goldman lo sa bene, sa che non è facile insinuarsi nella mente umana, studiarne gli ingranaggi, smontarli e assemblarli affinché funzionino bene.

 

Lei ci prova a capire, lei si sforza a capire, soprattutto quando si troverà innanzi a una delle tante Jane Doe senza memoria e vera identità, ma la Jane Doe del Children’s Hospital di Buffalo è particolare. Davvero particolare. Nasconde in sé una doppia personalità, una personalità contorta, che affascina la dottoressa.
Tra lucidità e delirio, indagini, misteri, la trama de La ragazza senza nome si dipanerà su più vie fino a giungere a un finale mozzafiato.
Verissimi sono i giudizi americani che si leggono in rete, poiché Sandra Block investiga la mente con abile ingegno, tenendo il proprio lettore in uno stato di travolgente trance emotiva.
Le sue parole sono abili nel catturare l’attenzione, nel sottrarre respiri, nel far scaturire idee e ipotesi su cosa sta accadendo. Pagina dopo pagina, i personaggi principali si ingarbugliano e si sciolgono in realtà potenti e magnetiche, coinvolgendoci in un gioco psicologico che niente ha da invidiare ai più grandi autori del thriller di tale foggia (per esempio Dorn, tanto per fare un nome: non dimenticherò mai l’influenza impattante del suo Phobia).
Tutto, del romanzo, mi ha ammaliata. Personaggi, stile, storia, per non parlare dell’epilogo che è una bomba a orologeria.
Spero, in futuro, di leggere altri romanzi della Block: è appena entrata nella mia top five del thriller. È raro che mi senta tanto coinvolta in romanzi del genere, spesso la componente psicologica viene presa sottogamba, dando più spazio alla parte procedurale. Invece La ragazza senza nome è un vero e proprio viaggio nella mente, un’immersione senza bombole d’ossigeno, un’apnea lunga un’eternità.
Questo senso di potere e claustrofobia è ciò che un romanzo di questa categoria dovrebbe far provare al lettore e Sandra Block ci riesce a pieni voti, senza tralasciare nulla, senza perdere pezzi, piuttosto ricucendo gli avvenimenti con una raffinatezza poco riscontrata nel panorama straniero. Sì, infatti concordo appieno con quello che il New York Times ha affermato a riguardo: “Suspense e tensione psicologica per una storia elegantemente narrata”.
Di certo non è una lettura facile, soprattutto per coloro che non sono abituati al thriller psicologico, ma un buon punto di partenza se si desidera muovere i primi passi verso qualcosa di totalmente nuovo.
Consigliatissimo!

 


 

Titolo: La ragazza senza nome
Autore: Sandra Block
Editore: TimeCrime
Prezzo: € 14,90
Pagine:

Chi è la ragazzina di colore che giace inerte in un letto del reparto psichiatrico del Children’s Hospital di Buffalo? Qual è il suo nome? E perché non parla? Sono solo alcune delle domande senza risposta su cui la dottoressa Zoe Goldman deve far luce. Dal giorno in cui la polizia l’ha soccorsa mentre si aggirava in stato di alterazione mentale per le vie della città, la giovane non ha dato più segni di voler cercare un contatto con l’esterno. L’unica certezza è che né farmaci né le terapie stanno aiutando la paziente, cui il personale del reparto ha dato il nome di Jane Doe, a uscire dallo stato catatonico in cui sembra essere inspiegabilmente caduta. Zoe sa che non c’è altra via che cercare di risalire all’identità della ragazza e scoperchiare il vaso dei segreti custoditi dietro un muro invalicabile di silenzio e amnesia, anche se ciò significa andare contro le direttive dello stimato dottor Tad Berringer, nuovo psichiatra dell’ospedale, e interferire col lavoro del detective Adams, che sta indagando sul caso insieme alla polizia di Buffalo.

 


 

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