Recensione: “La sarta di Dachau” di Mary Chamberlain

Dove ti porta un sogno? Fino ai confini del mondo? Oppure in prigionia, mentale e fisica? Che costo ha un sogno? La propria vita non è abbastanza?

Ada Vaughan, speranzosa e idealista, vive con un desiderio nel cuore: diventare una sarta famosa, abile con ago e filo, creando gli abiti più belli d’Europa. Eppure un viaggio le stravolgerà la vita, assieme allo zampino della Seconda Guerra Mondiale che è alle porte.


Si ritroverà a Dachau, dopo un secondo di felicità in Francia, nel gelo della disperazione… laddove i sogni muoiono.
Non c’è spazio per essi, per respirare, per vivere. Ma Ada, così giovane e pura, diventa una piccola stella in un cielo nero. Non si lascia assalire dal dolore, dalla condizione in cui versa durante la prigionia, cuce e ricuce (non solo stoffe, non solo merletti: rammenda quello che era il suo desiderio), e si fa conoscere per l’arte che le mani le hanno offerto.
Mary Chamberlain ci parla di una storia cruda, spietata, con un personaggio che è come una rosa rossa nel deserto. Ci infonde coraggio con le sue parole, con l’esempio di una ragazzina all’apparenza fragile, ma che dentro ha il coraggio di un leone disperato.
L’autrice, inoltre, si è ampiamente informata e quindi l’impianto storico appare ben ideato: non ci sono sbavature di sorta, anzi prende per mano il lettore nell’esplorare quella che è una parte importante nella storia dell’umanità, con le relative conseguenze.
Dolore, umiltà, frustrazione, solitudine. Parole chiavi che si dovranno tenere a mente.
La sarta di Dachau non è una lettura facile, ha una così profondità di pensiero che deve esser letto quando si è pronti per farlo, assimilandone ogni sfaccettatura – positiva o negativa che sia – perché solo così il romanzo potrà entrare nel cuore e radicarsi in esso. Lo stile della Chamberlain, poi, è un gioiello raro: riesce con semplicità a spingersi verso la poesia, una poesia ritmica, emozionale, capace di scardinare l’anima.
Una scrittrice sensibile, rispettosa del lettore, dei suoi personaggi, che scrive un libro come tutti i libri dovrebbero essere scritti.
Consigliatissimo. Non fermatevi all’apparenza, andate nel profondo, conoscete e attingete dal dolore altrui per fortificarvi.

 


 

Titolo: La sarta di Dachau
Autore: Mary Chamberlain
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: € 4,99 – € 16,90
Pagine: 320

Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all’unica cosa che le rimane, il suo sogno. L’unica cosa che la tiene in vita. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello della sua carriera. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l’abito da sposa di Eva Braun, l’amante del Führer… La sarta di Dachau è un caso editoriale mondiale. Venduto in 26 paesi, ha conquistato il cuore dei librai e dei lettori inglesi. Una storia di orrore e di speranza, di vite spezzate e della capacità di sopravvivere grazie ai propri sogni. La storia di una donna che non si arrende e che continua a lottare anche quando tutto sembra perso.

 


 

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