Recensione: “La sconosciuta” di Mary Kubica

Quanto conosciamo noi stessi? Soprattutto quanto conosciamo gli altri? Siamo quel che siamo? Oppure siamo ciò che non mostriamo? È difficile andare oltre la soglia dell’apparenza, buttarci nell’essenza stessa dell’essere, per poi tornare a galla e respirare?

In realtà siamo sconosciuti in un mondo sconosciuto, viandanti senza meta e sapere, alimentati da una fiamma che si chiama emozione. Siamo esseri umani uterini, spinti dalle sensazioni.

 

Mary Kubica si conferma voce femminile del thriller psicologico, particolare, brillante, dalle emozioni tanto forti che si conficcano sottopelle con insistenza. La sua è la voce delle coscienze che si snodano di capitolo in capitolo, fa Heidi a Chris, passando per Willow.
Chi è chi? Chi è cosa? Un tripudio di parole ed emozionalità, di psicologia avvincente che mette in dubbio l’indubitabile.
Una storia di dolore, povertà affettiva, di segreti che sono malamente coperte da bugie inutili. Tutto è sotto l’occhio del lettore che, pian piano, se attento, comprende la concretezza di vicende che non sono vicende ma che sono mera sofferenza.
Non c’è tristezza che possa eguagliare quella della giovane Willow, dimenticata da tutti, eppure aiutata da una passante qualsiasi mossa dalla pietà. La Kubica è in grado di creare magie con la semplice realtà, con background che lasciano senza fiato, facendo innamorare il lettore dei propri personaggi.
Conoscevo già la sua bravura tramite la lettura di un precedente romanzo, ovvero Una brava ragazza, edito dalla Newton Compton Editori: devo, però, ammettere che La sconosciuta è superiore come qualità e pathos.
Il suo stile è capace di catturare l’attenzione di riga in riga, giungendo a un finale che… be’… è spiazzante. C’è la ricerca interiore, c’è l’audacia del mentire quando il resto poi è  chiaro, c’è la disperazione e la logorante aspettativa del meglio quando invece non c’è niente a parte l’oscurità.
Un romanzo che mi ha letteralmente catturata, triturata, spronata a serbare la verità e non dare mai per scontato la conoscenza.
Per rispondere a una delle mie domande iniziali: noi siamo, sì, quel che siamo ma mai e poi mai potremo conoscerci a fondo; così, con questa consapevolezza, bisogna guardare l’altro in quanto – se è già difficile comprendere noi stessi fino alle corde dell’anima –  è quasi impossibile scrutare appieno l’altro. Non c’è modo, impossibile carpire i segreti del nostro prossimo, impossibile tuffarsi nell’Io delle persone che ci sono vicine.
Insomma: un libro forte, concreto, scritto bene, difficile da dimenticare.

 


 
Titolo: La sconosciuta
Autore: Mary Kubica
Editore: HarperCollins
Prezzo: € 4,99 – € 9,90
Pagine: 437

Un incontro casuale. Un atto di gentilezza. Un’intricata rete di menzogne. Heidi vede la ragazzina su un binario alla stazione, immobile sotto la poggia torrenziale, mentre stringe tra le braccia un neonato. La ragazzina sale su un treno e se ne va. Heidi non riesce a togliersi quella scena dalla testa… Heidi Wood è sempre stata una donna dal cuore d’oro, ma la sua famiglia inorridisce quando un giorno torna a casa con Willow e la sua neonata di soli quattro mesi: trasandata e senza casa, la ragazzina potrebbe essere una criminale, o anche peggio. Tuttavia Heidi invita Willow e la bimba a restare… A poco a poco, mentre Willow comincia a riprendersi, vengono alla luce inquietanti dettagli sul suo passato e così, quello che è iniziato semplicemente come un gesto gentile precipita sempre più velocemente verso l’abisso…
 


 

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