Recensione: “L’amore arriva sempre in ritardo” di Anna Premoli

A CURA DI JUDY ABBOT – POSSIBILI SPOILER

 

Poiché non esistono due individui perfettamente uguali, ci sarà una sola determinata donna che corrisponderà nel modo più perfetto ad un determinato uomo. La vera passione d’amore è tanto rara quanto il caso che quei due s’incontrino.” [ARTHUR SCHOPENHAUER]


Mi sento in dovere di cominciare, questa mia ennesima recensione per il blog di Rosy, con le parole di un filosofo che ho amato dai tempi del liceo. Perché?

 

Perché Norman (o Normy), personaggio maschile e protagonista assieme a Alex (o Alexandra), rappresenta il tipo d’uomo che io adoro. Insomma uno come Alberto Angela: acculturato, con uno charme che va oltre all’aspetto fisico.
Al rientro delle mie vacanze, grazie ai vari gruppi di lettura che seguo sui social, ho scoperto con immensa gioia che la mia scrittrice del cuore (non me ne voglia qualcuno, eh!) avrebbe pubblicato da lì a poco un nuovo libro.
E, allora, inizia l’attesa infinita…
Poi finalmente arriva quel giorno: tanta trepidazione di acquistare l’ebook, aggiorni il Kindle, però quel giorno puoi leggere solo cinque pagine perché hai mille cose da fare.
«Mai arrendersi!» è il mio motto. Ho cominciato il libro giorno dell’uscita, ovvero il 27, e due giorni dopo l’ho finito. Be’, vi starete chiedendo: «Ma ti è piaciuto o no?».
La mia risposta? È nì.
Lo stile della Premoli è scorrevole, mi piace come caratterizza i personaggi, ma stavolta c’è qualcosa che mi frena.
Storia unica, ricca di avvenimenti che io non avrei mai immaginato e che non mi sarei mai aspettata, eppure…
Si sa che non siamo tutti uguali (per fortuna!), ma non comprendo alcune scelte nella caratterizzazione dei personaggi.
Ora, senza entrare nei dettagli, non riesco a capire come Alexandra possa restare per tanto tempo innamorata dell’uomo che nel fiore della giovinezza l’ha umiliata e respinta. Per cosa? Per paura. Eh, sì, Norman non è solo un uomo acculturato, affascinante: è anche terribilmente introverso, spaventato, e teme che le cose possano andare a finire come è successo ai suoi genitori.
La storia comincia in maniera già molto peperina. A una festa, infatti, Alexandra sbatte in faccia a Normy tutto il male che le ha fatto passare. Ma non finisce tutto alla festa. Dopo essersene dette vicendevolmente, tra di loro comincia una nuova fase che dura per circa tre quarti del libro. Poi, quando meno te l’aspetti, accade: finalmente tutta la tensione sfocia in un incontro tra labbra e “il puzzle si completa da solo”.
Ma, ahimè, ci saranno solo baci al momento. Normy infatti ci metterà un bel po’ a lasciarsi andare, e quando lo farà sarà “straziante”.
Infatti, il duplice P.O.V. ci permette di entrare nella testa e nei sentimenti dei due protagonisti, e di capirne le loro scelte.
Ho apprezzato il personaggio secondarissimo, ma presente sin dalle prime pagine, della mamma di Normy. È grazie a lei – e alle sue parole! – che Norman si abbandona all’amore che prova per Alexandra, farà una cosa non consueta ai tempi dei social e del mondo 2.0: inizia a scriverle delle lettere d’amore.
Questa cosa, per me che sono una vecchietta, è una cosa che ha disciolto il mio cuore come il granulato dell’Oky dentro un bicchier d’acqua: sembra un po’ irrealistico pensare che c’è ancora chi scrive lettere d’amore (parlo di lettere scritte a mano, non con un font su una pagina elettronica).
Non vi dirò come andrà a finire, lo dovrete scoprire voi stessi!
Si dice che si impara solo dai libri scolastici, io invece da questo libro ho imparato nuovi termini e nuove lingue:

  • Ma timilai prem garchu (in lingua nepali).
  • Na kirinla gaguidou (tibetano).
  • Wo ai ni (cinese).
  • Bi chamd khairtai (mongolo).
  • Asakavit (lingua della Groenlandia).
  • Aishitemasu (giapponese).
  • Jeg elsker deg (norvergese).

Sapete cosa vogliono dire? Be’, leggete il libro, e lo scoprirete. Anche se sono dei termini da dire solo al nostro Norman del cuore.

 


 

Titolo: L’amore arriva sempre in ritardo
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 5,99 – € 10,00
Pagine: 320

I primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, l’ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l’adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d’amore in rima. Ogni volta che lo vede – anche ora che è una donna adulta e sta finendo un dottorato in Geologia alla Columbia – non riesce proprio a controllare il malumore. Le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. E la colpa, secondo Alex, è proprio di Norman. Quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. Alex non può tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere così difficile. O almeno, questo è quello che crede…

 

 

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