Recensione: “L’amore migliora la vita” di Angelo Longoni

In un’Italia in cui ancora si fatica ad accettare l’omosessualità, soprattutto all’interno delle famiglie tradizionali, L’amore migliora la vita di Angelo Longoni apre gli occhi a chi gli occhi non vuole proprio aprirli.

Due ragazzi. Edoardo e Matteo.
I loro genitori. Anna e Marco. Silvia e Franco.
Un romanzo che è anche una pièce teatrale.

 

L’autore, con uno stile asciutto e diretto, il classico stile “da palcoscenico”, ci racconta come due famiglie agli antipodi reagiscono al coming out dei loro figli ormai maggiorenni. Un coming out quasi obbligatorio, in quanto i due giovani vengono beccati a scuola in atteggiamenti intimi.
Anna e Marco sono i ricchi della situazione. Lei, casalinga e madre chioccia. Lui, uomo d’affari e padre assente. Un cliché rodato che funziona sempre.
Silvia e Franco sono invece gli alternativi. Lei, giornalista nel campo della moda. Lui, musicista dalla puzza sotto il naso. Il cliché qui si basa sul rapporto conflittuale tra Silvia e Franco, poiché esattamente quest’ultimo banalizza il lavoro della moglie.
Longoni ce li delinea brillantemente, in modo mirato, così da farci comprendere come due mondi opposti reagiscano allo stesso modo all’omosessualità: ci insegna in questo modo quanto ceti diversi e stili di vita diversi possano affrontare allo stesso modo un tema tanto delicato. C’è infatti la paura, la meraviglia, la disapprovazione da entrambe le parti.
L’amore migliora la vita ci racconta di questa paura, di questa meraviglia, di questa disapprovazione con attimi di vita semplici. Con situazioni che facilmente si possono creare nel quotidiano di tutti noi.
Il romanzo, sotto questo punto di vista, è totalmente realistico e verosimile. Sarcastico, crudele. Perché ci mette davanti a una verità italiana che, nel 2018, non dovrebbe esistere: una verità come l’omofobia che fa tremare per la violenza con la quale viene a galla.
L’amore migliora la vita infatti non ci parla solo di genitori quasi inadatti, immaturi, bisognosi di una guida, ma ci parla soprattutto di due ragazzi che si amano e vorrebbero farlo liberamente. Senza aver paura poi di essere presi a sprangate dai coetanei.
Angelo Longoni argomenta bene i pensieri di tutti i personaggi, sia quelli giusti sia quelli sbagliati, rendendo i loro pensieri balsamo e sale sulle ferite del cuore.
Urla la consapevolezza di un’Italia retrograda, bigotta, impettita nei propri abiti tradizionali. La sua opera è uno specchio in cui riflettersi. Uno spaccato culturale che è presente al Nord e al Sud, tra intellettualismo e ignoranza, tra perbenismo e violenza.
Un romanzo di facile lettura, per via dello stile del suo autore. Un romanzo di difficile digeribilità, se non siamo pronti a essere onesti con noi stessi.

 


 

Titolo: L’amore migliora la vita
Autore:
 Angelo Longoni
Editore: Giunti
Prezzo: € 8,99 – € 14,90
Pagine: 304

L’amore dovrebbe mettere tutti al riparo da ogni ingiustizia e paura ma, purtroppo, le scelte legate alla sfera affettiva sono spesso causa di meschinità e incomprensioni generate dall’ottusità di coloro che, attribuendo alle proprie convinzioni una verità assoluta, si oppongono alla molteplice vastità di idee e prerogative dell’essere umano.
”L’amore migliora la vita” è una storia sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che più dovremmo amare; è un romanzo che racconta le miserie quotidiane che ognuno vive, subisce o fa subire.
Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni. Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale; sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio ruolo genitoriale.
Ma se gli adulti si comportano male, anche i giovani non sono da meno. Mentre i genitori sono a cena, i due ragazzi vivono una situazione nella quale l’aggressività verbale dei loro coetanei diventa violenza fisica. Picchiare un omosessuale, uno straniero o un diverso non è poi tanto differente dal parlarne con disprezzo o con derisione. Come contraltare della comicità che ridicolizza i genitori, la storia dei due giovani è carica d’azione e di pericolo. Un banale diverbio su un campo sportivo si trasforma rapidamente in un’azione violenta che ha come sfondo l’omofobia e riporterà le famiglie a riconsiderare ogni aspetto della loro vita.
 


 

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