Recensione: “L’attimo prima” di Francesco Musolino

Arrivo all’ultima pagina, la rileggo, la riassaporo, la volto e la storia è finita. Per il momento. Poiché poi penso a quello che ho divorato in pochissimo tempo, forse non più di due giorni, tra email ed editing che prepotenti vogliono sempre la precedenza.

Però questa volta non hanno vinto loro: il richiamo di L’attimo prima è stato più forte.

 

Vuoi perché è il romanzo di esordio di un giornalista che conosco da parecchio e stimo profondamente, vuoi perché è ambientato nella mia amata Messina, o… semplicemente perché c’è un Lorenzo in ciascuno di noi. In me per prima!
Poco importa se hai venti, trenta o quarant’anni, noi tutti abbiamo attraversato per un attimo – oppure forse più di uno? – il «pantano». Dopo un lutto, un fallimento, una separazione.
Nessuno è esente dalla stasi, dalla confusione, dal volersi rintanare in quell’angoletto sicuro in cui niente di ancor più brutto ci può accadere. Va bene sotto il tavolo del ristorante in cui siamo cresciuti, tra le braccia di ricordi inviolabili, in un letto che non sa di sogni da mesi. Non è una vergogna crogiolarsi nel dolore, non è un peccato, è spesso una necessità. L’abbandono è a suo modo una terapia indolente, che, se lo vogliamo, può portarci comunque verso la via giusta.
Ed è proprio questo ciò che Francesco Musolino mi ha trasmesso con il suo Lorenzo, un giovane messinese come molti, che ha conosciuto la morte, ne ha avuto paura e si è paralizzato. Una paralisi che l’autore riesce a descrivere alla perfezione, in un flusso di coscienza che taglia l’anima come si taglia il pane.
Un colpo netto.
La consapevolezza che siamo piccoli in un universo mille volte più grande di noi.
Musolino, grazie a uno stile asciutto e un POV in prima persona, arriva dritto alla coscienza di chi lo legge: non si perde in inutili descrizioni, in frasi fatte, racconta la vita per quello che è. Una vita vera e specchio di una Sicilia non “da cartolina”, la sua infatti è la Sicilia dei romanzi di narrativa pura, privi di contaminazioni nostalgiche e sentimentali.
Insomma L’attimo prima piace e piace per la sua schiettezza, per il suo non voler raccontare a tutti costi di un personaggio macchietta, il solito super uomo che tutto sa e tutto fa. E L’attimo prima piace così tanto che, a poche settimane dall’uscita, è già in ristampa, perciò mi resta solo da dire: «Leggetelo, miei cari lettori!» e «Ad maiora, Francesco!».

 


 

Titolo: L’attimo prima
Autore: Francesco Musolino
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 9,99 – € 18,00
Pagine: 272

Cosa succede quando la vita che hai sempre sognato svanisce l’attimo prima di diventare realtà?
Lorenzo è cresciuto a Messina, sotto il tavolo di legno del ristorante dei genitori. Desiderava una carriera da chef ma, all’improvviso, tutto è cambiato. Impantanato, sospeso e ancora immaturo, Lorenzo inizia a lavorare in un’agenzia di viaggi. Nel frattempo, mentre la neve scende sull’Etna, lui si rifugia in un cibo insipido e immagina le vite degli altri. Toccherà a sua sorella Elena stanarlo e praticare un kintsugi degli affetti, rimettendo insieme i cocci della sua esistenza. Il timore di dimenticare chi abbiamo amato non dev’essere una scusa per rinunciare a guardare l’orizzonte. Sperando che al momento giusto, al bivio cruciale, i leoni nel cuore ricomincino a ruggire.
Francesco Musolino, attraverso i colori e i sapori della Sicilia, indaga con una prosa intima l’educazione all’età adulta. Quando restiamo immobili, indecisi se combattere, solo grazie a un autentico atto d’amore possiamo trovare il coraggio di crescere.

 


 PRODOTTO RICEVUTO DA RIZZOLI

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