Recensione: “L’incantesimo della spada” di Amy Harmon

Il potere delle parole forse è la magia più potente che esista: perché nel potere delle parole c’è vita e morte.

Lark lo sa benissimo, anche se non riesce a pronunciarne una da quindici anni, anche se la magia nel luogo in cui vive è stata bandita.

 

Lark sente le emozioni che la circondano. Lei sente il bisogno degli esseri più indifesi: come quelli di un’aquila ferita trovata di notte nel cuore del bosco. Lei è un uccellino dall’apparenza debole e dall’animo fortissimo.
Tiras è il re di Jeru, il regno nel quale le persone che possiedono un dono – che possiedono la magia – vengono condannate a morte. Lui è un uomo indisponente e scaltro, un uomo dai tanti segreti, dai tanti fardelli sulle spalle.
Una coppia meravigliosa, una coppia che vi stregherà, poiché nulla è mai come sembra. Nulla è quel che dovrebbe essere.
Amy Harmon con L’incantesimo della spada – ammetto che, a fine lettura, ho trovato più pertinente il titolo originale: The Bird and the Sword – ci racconta una storia d’amore fatta di guerra, magia e parole. Una storia d’amore scritta solo come lei sa scrivere, con uno stile elegante, ma non pesante, con emozioni vere, ma non scontate.
In L’incantesimo della spada c’è il giusto mix di romanticismo e avventura, lo schema narrativo che in un certo senso segue quello degli epic fantasy vecchio stile, con un re che deve difendere il proprio regno e una ragazza che potrebbe essere la sua arma segreta… e non solo.
L’autrice riesce a essere a modo suo originale in un panorama fantasy molto saturo, in cui ogni tipo di figura è stata usata e riusata in tutte le salse: Amy Harmon però rende speciale la sua opera con le parole, parole che sono le vere protagoniste, parole che hanno una loro potenza narrativa ed emozionale.
Inoltre, Lark e Taris sono due protagonisti indimenticabili, magari non al livello di Fern e Ambrose, ma quasi.
Lark e Taris si avvicinano, si allontanano, s’ingannano. Combattono due guerre che sono la stessa guerra e si amano in segreto, si amano e non l’ammettono, si amano e le parole poi li uniscono.
L’incantesimo della spada è un’opera delicata, densa, ritmica, adatta al pubblico giovanissimo quanto a quello meno giovane, con plot e personaggi che tengono incollati gli occhi sulle pagine del romanzo. Dalla prima all’ultima.
Ve lo consiglio? Sì, decisamente sì, perché Amy Harmon con L’incantesimo della spada ha quasi superato se stessa e le sue parole sono capaci di riscaldare l’anima di chi le legge.

 


 

Titolo: L’incantesimo della spada
Autore:
 Amy Harmon
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 4,99 – € 12,00
Pagine: 384

La fama di Ranulf Ombrier per la sua abilità con la spada è pari solo alla sua notorietà come assassino prediletto di re Edward I. Le sue azioni gli hanno fatto guadagnare terre, un titolo e una pessima reputazione. Ma inizia a temere per la sua anima e segue la sua coscienza fino alle terre selvagge del Galles.
Gwenllian di Ruardean, da fanciulla, è stata maritata per procura, solo per ritrovarsi vedova prima ancora di incontrare il suo sposo. Ha evitato di fare la vita di una dama, studiando invece le arti della guerra, del combattimento e della guarigione, arte quest’ultima che usa per curare le ferite di Ranulf. Salvare la vita del suo nemico, però, ha delle conseguenze e, ben presto, Gwenllian e Ranulf si ritrovano coinvolti in pericolosi intrighi, scoprendo anche un sorprendente e intenso desiderio reciproco.
Ma nemmeno l’amore conquistato a fatica può prosperare, quando la lealtà è divisa e venti di ribellione spazzano la terra.
 


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