Recensione: “ll libro dei ricordi perduti” di Louise Walters

Roberta ha un feeling particolare con i libri, con le loro pagine pregiate che sanno di vissuto, con ciò che si può nascondere tra le pieghe di carta profumate un po’ d’incenso.

Roberta adora spasmodicamente potersi tuffare in quella bolla incontaminata di lettere e sospiri, di storie raccontate in sussurri.

 

Roberta lavora con i libri, vecchi e nuovi, consunti e immacolati. È una custode di memorie, una donnina tutt’indaffarata a spolverare via la tristezza dai dorsi pregiati di volumi e volumi. La “Old and New” è il suo piccolo grande rifugio, la libreria in cui lavora con dedizione, senza tralasciare alcunché.
Si sente parte di quel microcosmo di lettura, la sua anima è totalmente affine alle atmosfere auliche di anditi e scaffali. Romanzi, romanzi, romanzi. Il suo è un universo unico, come quello contenuto da una piccola sfera di vetro che – dopo esser stata scossa – splende di mulinelli multicolore.
Tanti tesori vengono ritrovati all’interno dei libri, e Roberta li conserva quasi con gelosia.
“E non riesco a disfarmi di frammenti di vita che un tempo hanno significato tanto per qualcuno, e magari significherebbero tanto ancora oggi”, ci racconta senza fermarsi proseguendo di faccenda in faccenda. Però un giorno, il padre della giovane, si presenta in libreria con una valigia ricca di tomi da rivendere.
In uno di essi, la ragazza troverà una lettera ripiegata più volte, indirizzata alla nonnina Dorothea.
Il mittente è Jan Pietrykowski, pilota di Hurricane polacco, ovvero il nonno di Roberta.
Nelle righe invecchiate dal tempo, il Maggiore dichiara il proprio amore alla sua donna, ma afferma altresì che impossibile è la loro unione.
Per quale motivo? Perché mille e mille parole struggenti, per poi abbandonare l’amata? Ancor più, se il militare è morto nel ‘40 (durante il bombardamento di Coventry), come può la lettera riportare su di essa l’anno 1941?
La narrazione è una dolce carezza al cuore, che porta speranza e un miscuglio di emozioni che dardeggiano nell’anima: Louise Walters, con il suo esordio, ci lega a sillabe di nostalgia e speranza. La storia si dipana tra passato e presente, biforcandosi in pensieri e promesse, in misteri e lo scempio della Seconda Guerra Mondiale.
L’autrice – con il suo stile soffice e per nulla impettito – ci fa viaggiare con mente e spirito, facendoci lambire la purezza di sentimenti che mai sfioriscono col passare delle epoche. È una maestra in ciò, Louise Walters ci intrappola tra le sue righe e noi non possiamo che crogiolarci nelle parole che ha dipinto con le sue dita d’artista.

 


 

Titolo: Il libro dei ricordi perduti
Autore: Louise Walters
Editore: Corbaccio
Prezzo: € 1,99 – € 16,40
Pagine: 304

Roberta lavora nella libreria Old and New. I libri per lei hanno un suono e un odore tutto loro e, soprattutto, parlano: raccontano storie che vanno oltre quelle stampate e Roberta ama riporli con cura negli scaffali e raccogliere le foto, le lettere e le cartoline che trova nascoste all’interno di quelli usati. Un giorno il padre le porta una valigia con dei vecchi libri di Dorothea, la nonna di Roberta, e lei trova una lettera firmata dal nonno Jan, che apparentemente non sembra avere molto senso. È indirizzata a Dorothea, che da due anni vive in una casa di riposo, ma contiene elementi che non coincidono con quello che Roberta ha sempre saputo della famiglia del padre. Cercando di dare un senso a quelle parole e all’oscuro segreto che custodiscono, Roberta rivive la tormentata storia d’amore della nonna ai tempi della seconda guerra mondiale senza rendersi nemmeno conto che sta mettendo ordine nella sua stessa vita. Lei, che ama guardare nelle vite degli altri, adesso è costretta a guardare nella propria e ad aprirsi agli altri mettendo a nudo la sua sensibilità, il suo dolore, la sua rabbia. Adesso vuole conoscere la verità, vuole dipanare ogni dubbio e vivere pienamente la propria vita senza la zavorra di cose non dette, passioni mai dichiarate, segreti che possono restare intrappolati dentro di noi.

 


 

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