Recensione: “Lo straniero” di Stephen Leather

Da lettrice, passo dal romance al thriller in un secondo. Esattamente uno. Un momento prima sono tra le pagine di una storia d’amore tormentata, quello dopo nel ben mezzo di un’azione da cardiopalma.


Quando c’è un romanzo thriller – o un noir, un giallo, uno spy –, ci sono io: non per niente amo autori come Dorn, Connolly, Child (e la lista potrebbe continuare con altri nomi, ma meglio fermarmi qui).

 

Nel momento in cui incrocio un titolo che m’interessa, benché la cover non mi entusiasmi, ma la trama sì, non riesco a impormi sul mio assoluto desiderio di lettura… Perciò eccomi qui, a parlarvi del libro Lo straniero di Stephen Leather, pubblicato dall’ormai di casa TimeCrime.
Lo straniero, titolo originale The Chinaman – molto calzante! –, cuce una tela di identità e vendetta, condita da una sorta di riscatto controverso, allettante, intrigante.
Protagonista è Nguyen, all’apparenza, come ci dice l’autore, un quarantenne con una vita dura sulle spalle o un sessantenne che si mantiene fisicamente bene. In verità, Nguyen è un uomo che ha vissuto la guerra come sicario. Spietato, cinico, forte.
Ora è uno straniero in terra straniera che perde tutto, o, per meglio dire, quel poco che gli resta, a causa dell’IRA.
Chi è l’IRA, lo sappiamo tutti. Basta, infatti, fare un giro su Google, oppure Wikipedia, per racimolare qualche informazione, tipo che «gli anni tra il 1988 e il 1993 furono tra i più violenti».
Il romanzo è esattamente ambientato in questo brutale periodo – la sua pubblicazione in lingua originale risale appunto al 1992 –, amplificandone le sfumature emozionali, quasi sottolineandole con il sangue versato degli innocenti. Innocenti che il protagonista, quest’uomo che sembra quieto, però non lo è, vuole vendicare.
Basta restare in disparte, basta fingersi una persona normale – Nguyen non è una persona normale né ordinaria –, basta soccombere al silenzio, alla crudeltà dei crudeli che non guarda in faccia nessuno. E Nguyen agisce. Spolvera le sue “armi”. Le sue conoscenze.
La vendetta è uno dei sentimenti umani più discussi. Lega e separa le menti, le mette in subbuglio.
“Bisogna aspettare che la giustizia faccia il suo corso? O farsi giustizia?”, pare che l’autore ci chieda, con uno stile veloce e perfettamente adatto all’intramontabile romanzo d’azione misto a un trilione di sensazioni scioccanti.
Io, una risposta, ancora non l’ho trovata. Però, di sicuro, ho amato Nguyen, perché, protagonisti così, mi piacciono fin troppo: protagonisti imperfetti, con un trascorso discutibile, tragico, sporco. Se poi ci aggiungiamo un corollario di personaggi secondari, che inanellano una trama talmente ricca di colpi di scena, classici dei thriller anni Novanta, il gioco è fatto. Mi hai convinta. Punto.
Un ultimo accenno-approfondimento, in chiusura, va allo stile dell’autore. Uno stile brithis, dinamico, che non annoia e spinge il lettore a girare la pagina, a leggere un’ultima pagina, anche se a momenti è l’alba.
Stephen Leather sa scrivere, sa collocare la parola giusta nel posto giusto, costruendo chirurgicamente psicologie ed emozioni. Vi confesso che non lo conoscevo e, adesso, ne voglio sapere di più su questo autore che scrive di scontri a fuoco e non si dimentica dei sentimenti.
Uno scrittore thriller diverso, soprattutto per il suo essere scrittore anni Novanta.

 


 

Titolo: Lo straniero
Autore: Stephen Leather
Editore: TimeCrime
Prezzo: € 4,99 – € 14,90
Pagine: 320

Temprato dalla vita di guerriglia nelle giungle del Sudest asiatico, lo Straniero era un tempo un sicario silenzioso e letale, al soldo prima dei vietcong poi degli americani. Un uomo duro, inaridito dalla violenza e abituato a guardare in faccia la morte. Dal giorno in cui fu ritrovato il cadavere della prima figlia, brutalmente stuprata e uccisa, la sua esistenza ha però intrapreso un corso fin troppo ordinario per uno come lui, costretto a cancellare il proprio passato e a reinventarsi come uno dei tanti uomini d’affari di Londra, veterano della guerra del Vietnam. Ma il destino, evidentemente, non ha ancora finito di reclamare il proprio credito, e in un colpo solo gli strappa la moglie e la figlia che gli era rimasta, vittime di un attentato dell’IRA. Aggrappato ormai a null’altro che a un viscerale desiderio di giustizia, disilluso dalle risposte delle autorità e delle forze dell’ordine di fronte a un nemico invisibile e pericoloso, decide di tornare a essere l’uomo che è stato, capace di uccidere con lucida crudeltà, e di mettere in atto la propria vendetta.

 


 

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