Recensione: “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” di Salvatore Basile

Un diario, rosso come qualcosa che non è rosso, ma è blu. Un diario che ha in sé tutti i colori del mondo, le sfumature del cuore, le profondità dell’anima.

Quel diario è l’ultimo ricordo che Michele ha di sua madre: lei che lo tiene stretto nelle mani, la valigia pronta, lo sguardo di chi promette di tornare e poi non lo fa.

 

Michele è chiuso nel piccolo mondo di Miniera di Mare, capostazione come il padre prima di lui, dove solo un treno si ferma e dopo va via. In quella sua stazione, però, un giorno arriva Elena. Nel treno che si ferma in quella stazione, Massimo ritrova il suo quadernetto.
Inizia così la ricerca dei colori, della verità, di quei ricordi di bimbo che nel tempo sono andati perduti.
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è, appunto, il viaggio di quei pezzi di noi che non troviamo più. Un rincorrere schegge del passato e del presente, sui binari di una vita che spesso ci ferisce nel profondo.
Salvatore Basile ci incanta con questo romanzo intenso, tenero, ma triste.
Pare che l’autore abbia aperto una breccia nei nostri petti, vi abbia soggiornato a lungo, sondandoci, scavando, volendo trovare quegli oggetti/pensieri/ricordi di cui il tempo ci ha derubato. Michele ed Elena siamo noi, con le nostre ferite, i fardelli pesanti sulle spalle, poca o troppa voglia di capire.
Lo stile dello scrittore è delicato, incalzante, uno stile che ti porta a riflettere e di sfogliare le pagine perché vuoi comprendere il mistero dell’esistenza. Non è un romanzo comune, è un romanzo straordinario, forte, dirompente, pronto a scardinare le porte dei nostri cuori affinché l’amore possa entrare.
Ho letto 
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito con troppe emozioni in gola, il cuore che andava a mille.
Sarà che ho amato la storia, i dialoghi, il modo di scrivere di Salvatore Basile. Sarà che l’ho abbracciato quando dovevo abbracciarlo, rivedendomi un po’ in Michele e un po’ in Elena, intenta a snidare il dolore con le parole.
La casa editrice Garzanti
 non mi delude mai, dà vita a questi capolavori con l’esatta consapevolezza di centrare l’obiettivo.
Se tutti i romanzi fossero così, se tutti i romanzi avessero la bellezza de 
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, ci sarebbero più lettori maturi e meno cuori in frantumi.
I libri hanno il potere di curare le ferite nascoste, ferite che non crediamo di avere.
I libri hanno il coraggio di far piangere, di mondarci per sempre.

 


 

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Editore: Garzanti
Prezzo: € 16,40
Pagine: 250

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di  capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Un caso editoriale che ha subito conquistato il cuore di tutte le case editrici del mondo. Una voce indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

 


 

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