Recensione: “L’ultima estate a Chelsea Beach” di Pam Jenoff

Il vento salso, l’amore come una giovane scoperta, ma la guerra alle porte. I sentimenti che si spezzano perché la tragedia è tragedia e non c’è niente che può arginarla, aggiustarla come qualcosa di rotto a cui basta solo un po’ di colla.

La vita cambia, le persone pure, non si può più tornare indietro e rivivere quell’attimo perfetto quando due sguardi si incontrano e nasce l’amore. Restano solo i ricordi, a me, a te, soprattutto a chi come Addie scopre l’amore a diciassette anni e poi se ne deve separare.

 

L’ultima estate a Chelsea Beach è un’odissea del cuore, mentre la Seconda Guerra Mondiale falcia la speranza e il futuro. Non ci sono che macerie dentro l’anima e fuori il corpo, che devastazione, messaggi di morte ovunque. Eppure si va avanti, si prega Dio affinché doni al mondo un altro piccolo giorno da vivere.
I mesi passano, gli anni pure, si cresce e si ricorda quell’estate innamorata e quegli occhi che hanno rubato l’ultimo vero battito del cuore. Non ci sono più incertezze, perché Addie da bambina diventa donna, va via e torna – Italia, America, Inghilterra – e si ritroverà in fine dove quel vento salso l’aveva lusingata alle porte della guerra.
Ne L’ultima estate a Chelsea Beach ci sono tante di quelle sensazioni che è impossibile ricrearne l’atmosfera con delle semplici parole, o dare l’idea di ciò che si andrà a leggere, poiché è un romanzo che riesce a strapparti dal tuo mondo per portarti nel suo. Una realtà antica ma parallela, nella quale la felicità può spezzarsi con la stessa facilità di un filo di cristallo, una realtà che ti entrerà sottopelle.
Quella di Pam Jenoff è una lettera d’amore, una storia scritta con un pathos sconvolgente, nonostante lo stile molto semplice.
Il lettore si troverà catapultato nelle sue pagine seppiate, ai tempi in cui i bombardamenti erano la ninnananna di chi era bimbo, quando un abbraccio era l’espressione massima di intimità in pubblico, quando la donna non aveva alcun potere e andava alla ricerca di se stessa, a volte riuscendoci altre no. Addie si riscatta, cresce, evolve, sbatte le ali e trova il suo cielo.
Psicologicamente ben strutturato, con personaggi che non sono cornice a una protagonista indimenticabile, ma colonna e coscienza. Ho letteralmente adorato L’ultima estate a Chelsea Beach e lo consiglio, anzi straconsiglio, a chi vuole leggere un libro intenso che abbia la capacità di stravolgere il presente per farci ricordare come si viveva nel passato.

 


 

Titolo: L’ultima estate a Chelsea Beach
Autore: Pam Jenoff
Editore: HarperCollins Italia
Prezzo: € — – € 14,90
Pagine:

Nell’estate del 1941 Adelia Monforte, giovane ebrea, raggiunge l’America da Trieste per garantirsi quella sicurezza che l’Europa non può più darle. Accolta dagli zii, trascorre un’indimenticabile estate sulle coste del New Jersey insieme ai vicini di casa, la famiglia irlandese dei Connally. I quattro ragazzi Connally e la loro madre riescono a trasmetterle un calore e un affetto che Addie non pensava che avrebbe più provato. E se Liam, Jack e il piccolo Robbie diventano per lei amici fraterni, per Charlie, il maggiore, avverte fin da subito un sentimento più profondo. Quando è con lui i colori sono più vividi, il sole più caldo, il profumo dell’oceano più intenso e Addie vorrebbe che l’estate non finisse mai. Ma i venti di guerra soffiano impetuosi anche attraverso l’Atlantico e la spensierata adolescenza termina bruscamente in un giorno d’autunno quando un’insensata tragedia porta via il piccolo Robbie e tutti i sogni di Charlie e Addie. Per sfuggire all’infelicità a alla solitudine lei parte prima per Washington e poi per una Londra ferita dai bombardamenti e qui, come collaboratrice del Washington Post, comincia a trovare la sua strada. Il passato però non l’abbandona mai, è qualcosa con cui deve fare i conti, e forse la risposta ultima si trova su una spiaggia battuta dalle onde, nell’unico luogo che l’ha vista davvero felice.

 


 

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