Recensione: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

Può l’amore essere una medicina? O è semplicemente un’illusione? Può l’amore ridare quei ricordi che sono andati persi per sempre?

Flora Banks lo vorrebbe davvero sapere, perché ricorda di aver baciato un ragazzo sulla spiaggia e lei, di solito, non ricorda mai quello che le succede.

 

Non perché sia una tipa smemorata: Flora ha un’amnesia anterograda, ovvero riesce a ricordare i momenti presenti per un paio di ore e niente più. Per vivere infatti, deve annotare tutto, sennò si perde in un limbo nero nel quale non troverebbe mai l’uscita.
Sembra una storia normale. La storia di una diciassettenne che – poverina! – è rimasta mentalmente a dieci anni, ha dei genitori modello ed è amata così com’è da un mucchio di persone…
No. La sua non è una storia normale, la sua è una storia che nasconde un bel po’ di bugie e di realtà distorta ad hoc.
L’unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr, giunto in Italia grazie alla Salani Editore, è un romanzo originale sia nel tema sia nello schema narrativo, poiché non è per nulla facile gestire un personaggio con una tale patologia: infatti l’autrice ha bisogno di ripetere alcuni dettagli più di una volta, per rendere credibile la protagonista, essendo persino voce narrante dell’opera.
Forse qualcuno lo troverà noioso, questo reiterare, personalmente l’ho trovato perfetto. Se la Barr non avesse ricorso a questo espediente, avrei trovato il plot meno credibile sul piano psicologico quanto quello pratico.
Lo stile di Emily Barr è semplice, diretto, privo di fronzoli, arriva e ti spiazza perché Flora è bambina e adolescente, perché Flora sa e non sa, perché Flora vuole restare lì dov’è e vuole andare ovunque.
È difficile dare un’etichetta a L’unico ricordo di Flora Banks: in sé ha le caratteristiche consuete dello young adult e del romanzo di formazione, con quella punta di mistero che dà movimento al plot.
Di certo, è una lettura adatta a un target piuttosto ampio, che impegna la mente e la stuzzica, che ti sospinge a voltare le pagine, ad arrivare all’epilogo, per la sensibilità con cui Emily Barr affronta un argomento tanto spinoso e delicato, senza contare il corollario di personaggi che circondano la piccola grande coraggiosa Flora. Una Flora che affronta le incognite, la sua mente confusa, donando speranza al lettore, donando audacia a chi l’ha persa.
Un romanzo di fantasia, verissimo, ma con tantissimi insegnamenti per affrontare la vita vera a testa alta.

 


 

Titolo: L’unico ricordo di Flora Banks
Autore: Emily Barr
Editore: Salani Editori
Prezzo: € 8,99 – € 15,90
Pagine: 299

Flora Banks, diciassette anni, non ha la memoria a breve termine. I suoi ricordi si sono fermati a quando aveva dieci anni: da allora, dopo che una malattia le ha colpito il cervello, deve continuamente fissare i momenti che vive, scrivendoli su un quaderno, su post-it, oppure direttamente sulle mani e sulle braccia. Quello che sa di sé è che mamma e papà le vogliono bene, così come Jacob, il suo adorato fratello maggiore, e che Paige è la sua migliore amica, quella che si prende cura di lei nel difficile mondo esterno. Ma una sera, durante una festa, Drake, il ragazzo di Paige, la bacia sulla spiaggia e stranamente questo ricordo non svanisce come gli altri. Flora ricorda il bacio, ricordale parole di Drake, ricorda ogni singolo istante di quell’episodio. Possibile che Drake sia l’artefice del miracolo? Peccato però che il ragazzo sia partito per studiare in Norvegia… Flora non ha dubbi: deve raggiungerlo, solo così potrà capire veramente chi è e cominciare a vivere davvero. Ma come può fidarsi degli altri se non può fidarsi nemmeno di se stessa?

 


 

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