Recensione: “Max e Helen” di Simon Wiesenthal

Quella di Max ed Helen non è una storia qualsiasi, o un amore qualsiasi. La loro storia ha un qualcosa in più, un qualcosa che attorciglierà i vostri cuori col filo spinato.

Sanguinerà, la vostra anima, dopo aver letto il romanzo di Simon Wiesenthal perché non vi è altro che potrà fare.


Il romanzo è un crogiolo di storia, di riflessioni, di vita vissuta. È un romanzo che abbatte le barriere del tempo, che ti strattona sotto un cielo di bombardamenti, che ti costringe ad assistere all’orrore con occhi aperti.
Le pagine parlano, prendono vita propria, spennellano nella mente immagini chiare e per nulla distorte.
Conosceremo il nefasto destino di due ebrei che si sono amati in un momento sbagliato, che son nati nell’esatto istante della morte e che non hanno altra scelta: devono sopravvivere in solitudine.
Lo scrittore Simon Wiesenthal era un “cacciatore di nazisti” che visse l’Olocausto sulla sua pelle e, durante la sua lunga esistenza, cercò di farsi giustizia (non vendetta!) rintracciando i “nemici” affinché venissero processati.
Immenso è stato il suo apporto a una tale causa, così anche le sue opere di grande spessore psicologico e morale.
Vi confesso che ho avuto un po’ di difficoltà nel redigere questa recensione, una difficoltà emozionale: troppi sentimenti messi in ballo, una tematica scottante, lo stomaco in subbuglio per le devastanti verità e atrocità di cui la nostra storia è portatrice.
Non è facile parlare di ciò che le due Guerre Mondiali hanno dato all’umanità, di come il nostro mondo è stato capovolto.
Una fenditura si è aperta, una fenditura che è una cicatrice indelebile nel cuore della Terra.
Max e Helen” è un documento della memoria, un testamento dell’orrore, una promessa infranta di felicità. Un libro che consiglio a tutti, anche a chi pensa di non amare il genere, perché quella trattata è la vita e noi tutti viviamo.
Leggiamo, pensiamo, ricordiamo.

 


 

Titolo: Max e Helen
Autore: Simon Wiesenthal
Editore: Garzanti
Prezzo: € 9,90
Pagine: 176

La vicenda di Max e Helen è una struggente storia d’amore realmente accaduta. Nata nei terribili anni della guerra e segnata dalla deportazione nazista nei campi di concentramento, è diventata per Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti per antonomasia, il simbolo di ciò che la Storia di quel periodo ha significato per i destini delle singole persone, travolti dall’onda della morte e della distruzione.
Wiesenthal è a un passo dall’incastrare Schulze, oggi un rispettabile dirigente d’azienda di Karlsruhe, che si è macchiato di orribili delitti sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale. Ha solo bisogno di un testimone per corroborare il suo impianto accusatorio. Per questo rintraccia Max. Lui sa, lui ha visto di cosa è stato capace Schulze, spietato e sadico aguzzino. Ma non può testimoniare contro di lui. Nonostante tutto, non dirà una sola parola per inchiodarlo alle proprie responsabilità. Perché quella che narra Max, ora medico a Parigi, è anche la sua grande storia d’amore con Helen. Al momento del loro arresto erano fidanzati. Furono poi deportati nel lager di Zalesie, nei pressi di Lublino. Finita la guerra, Max l’aveva cercata disperatamente quando, nel ’58, era riuscito a tornare in Polonia. E tuttavia, ritrovandola, l’aveva perduta per sempre.
Il forte impatto emotivo del libro di Wiesenthal documenta, attraverso la storia drammatica e commovente di Max e di Helen, uno dei casi più paradossali che siano mai capitati all’instancabile cacciatore di nazisti, che per una volta, e per una ragione assolutamente insuperabile, ha dovuto rinunciare a una cattura che sembrava ormai inevitabile.
 


 

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