Recensione: “Morte nelle Highlands” di Lucy Foley

Capodanno, una vacanza nelle magiche Highlands per dire addio alle “cose vecchie” e salutare le “cose nuove”, un gruppo di amici forse poco affiatato e forse no, una tempesta di neve che incombe su di loro.

E in questo di già di idilliaco quadretto, spunta il morto, come tradizione giallistica richiede.
Chi è l’assassino? Sei tu? Sono io?

 

Scopritelo leggendo Morte nelle Highlands di Lucy Foley, nuovissima uscita di Giunti, che ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di parlarvene sul Rosypuntoevirgola.
Quello dell’autrice è un romanzo ben strutturato, che non tradisce le aspettative né la psicologia dei personaggi, che non tradisce le aspettative e le teorie del lettore, quasi blandendole per poi smontarle e rimontarle del verso giusto: insomma, come quando assembliamo il mobile Ikea al rovescio, e poi arriva l’anima pia che ci mostra come in realtà avremmo dovuto fare.
Al di là dei personaggi che si mostrano nella loro multiformità, giocando un tantino in stile Dieci piccoli indiani, la vera protagonista è la natura. Crudele, dirompente, spietata. Gli elementi – oltre alla bellezza eccelsa delle Highlands – sono il giusto contorno a questo thriller a suo modo lineare, ma anche intrigante. Vuoi per i segreti svelati, l’odio nascosto, la gelosia…
Ed è proprio così che il gruppo forse-affiatato-forse-no si sfalda. Ed è così che lo-ha-ucciso-lui-non-lo-ho-ucciso-io mette in crisi le dinamiche relazionali.
Lucy Foley è stata capace di creare un plot che porta fuori le meschinità umane, grandi o piccole che siano, con una semplicità stilistica per certi versi invidiabile. Nessun fronzolo, nessuna esacerbazione psicologica (in effetti, è probabile che alcuni piccoli approfondimenti andavano fatti), solo il gioco del bene e male tenuto per mano e per mano portato fino alla fine.
A permetterle ciò, come detto pocanzi, è proprio il suo stile.
La semplicità – questa mancanza di fronzoli – permette al lettore di immergersi totalmente nel romanzo e nella psiche dei tanti personaggi, da Emma che cerca di fare colpo sugli amici di Mark al guardiacaccia un tempo marine. La semplicità, inoltre, fornita di un certa ritmica narrativa, rende Morte nelle Highlands una piacevole lettura. Soprattutto se non si è del tutto abituati al genere, soprattutto per chi vuole accostarsi al genere. Perciò lo consiglio ai neofiti, o a chi ancora non ha letto Agatha Christie (N.d.R. Male, male, male!), e lo sconsiglio a chi del giallo ne fa pane quotidiano.  

 


 

Titolo: Morte nelle Highlands
Autore: Lucy Foley

Editore:
 Giunti
Prezzo: € — – € 19,00
Pagine: 372

Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l’ultimo dell’anno insieme. Per Emma, l’ultima arrivata, l’unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l’occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell’esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l’ospite viene ritrovato – morto – tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l’ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l’unica single del gruppo. Chi è l’assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima? Nella migliore tradizione del giallo alla Agatha Christie, Lucy Foley sfida il lettore a scovare la verità in una fitta rete di intrighi e bugie. Una lettura compulsiva e ricca di colpi di scena.

 


 PRODOTTO RICEVUTO DA GIUNTI

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