Recensione: “Non c’è niente che fa male così” di Amabile Giusti

Caterina ha diciassette anni di angoscia al cuore, diciassette anni di fragilità e solitudine, diciassette anni di giornate incolore e disperazione emotiva. Caterina è silenziosa, entra in punta di piedi in casa e a scuola, fa di tutto per passare inosservata, per essere quella se stessa con una bocca che non parla.

Caterina è grande nei suoi vestiti di ragazzina, Caterina è matura nella sua adolescenza spezzata, Caterina sa la verità e… combatte al ritmo di una musica contorta. E Marco, trentaseienne e (in parte) immaturo, cosa sarà per lei?

 

Non c’è niente che fa male così, nella sua nuova edizione digitale, è un romanzo che scavalca il tempo e che trascina il lettore in una spirale di amore e odio.
Amabile Giusti ci propone un libro dalle forti tinte, con caratteristiche inusuali e avvincenti. Tocca una tematica delicata che non vi anticipo per evitare spoiler, con quel suo stile malinconico altresì poetico.
L’autrice si veste di nuovo, dimostrando la sua molteplicità d’essere: la Giusti è capace di scrivere di qualsiasi cosa con dolcezza, senza tralasciare l’elemento reale che rende le sue opere un vero diamante in un panorama editoriale combattuto.
Passa con facilità dalla narrativa al romance, dal romance al fantasy, manifestando una maestria che in molti non possiedono, coronata da una raffinatezza intellettuale: Amabile Giusti non ostenta, anzi è una scrittrice capace di coinvolgere qualsiasi lettore (da quelli esperti ai neofiti).
Il suo non è un libro al quale avvicinarsi con leggerezza, è un libro che scava nel profondo, che riporta a galla sentimenti sopiti ma mai dimenticati. È un libro che parla di persone comuni che vivono l’inferno in terra.
Perché “non c’è niente che fa mala così”, non c’è altro che possa esprimere il dolore di una ragazza giovane con un fardello pesante sul petto, perché fa solo male e farà male anche quando passeranno gli anni e non ci saranno più lacrime da asciugare: perché il cuore è più forte della ragione e la ragione è solo una manovra dell’uomo.
Perché “non c’è niente che fa male così”, perché tutto può essere niente, se non si ha la forza di affrontarlo.
Caterina ce lo insegna, ci fa capire che la speranza a volte è solo la scintilla della sopravvivenza. Però, per sopravvivere, bisogna perfino agire.
Amabile Giusti ci fa comprendere che non bisogna soccombere al destino, anzi è necessario affrontarlo, poiché c’è un epilogo per tutti: un epilogo che è un inizio, un epilogo che ci farà sognare, un epilogo che porterà le nostre anime in alto… oltre le nuvole.

 


 

Titolo: Non c’è niente che fa male così
Autore:
 Amabile Giusti
Editore: Selfpublishing
Prezzo: € 2,99
Pagine: 236

Caterina ha diciassette anni ed è una ragazza solitaria e scontrosa. I compagni di scuola la osservano con sospetto e ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori.
Marco ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita che annega le sue frustrazioni private in decine di relazioni inutili e senza storia. Un giorno si incontrano in una libreria, apparentemente per caso, ed entrambi si rendono subito conto che fra loro c’è qualcosa di profondo: un’affinità, un’amicizia, un’attrazione o qualcosa di più?

La storia di un legame proibito, diviso tra presente e passato. Ma anche la storia di un amore vero: un amore inatteso, odioso e sublime, carnale e purissimo.
 


 

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