Recensione: “Ogni giorno come il primo giorno” di Giorgia Penzo

Un’anima a metà senza l’altra sua metà d’anima, una ragazzina che non sa quale sia la propria strada. Un enorme fardello fatto di dubbi e autorecriminazione sulle spalle.

Petra. Forte, dice il suo nome. Roccia, dice il suo nome. Ma lei non è così: Petra è vetro soffiato, una bolla di sapone. Petra è fragilità in carne e sangue.

 

Alle prese con la morte di Cloe – la sorella minore –, con una famiglia a pezzi, la maturità a quattro passi, le amiche che non ha perché la sorella minore per lei era tutto, Petra tenta di risalire la china. Di diventare migliore, non come Cloe, però quasi.
Il cammino non è facile. Quale cammino di rinascita lo è?
E Petra scrive, parla a Cloe dei suoi giorni senza di lei, della guerra che ha dentro. Fuori. Ovunque. Le rimangono le parole, un’agenda vecchia, l’odore dell’ospedale addosso, i fuochi d’artificio di un Capodanno che non è più la fine di dodici lunghi mesi, ma di una giovane vita.
Giorgia Penzo, in Ogni giorno come il primo giorno, ci parla della morte del corpo e quella dello spirito. Poiché non muore solo la carne, ma anche il cuore. Il cuore di chi resta.
Con una prima persona e uno stile incisivo, l’autrice riesce a delineare la psicologia di Petra e dei personaggi che la circondano, senza rendere quest’ultimi voci narranti, ma pedine di un quadro ben chiaro sin dalla prima battuta. Almeno per me.
Petra non è la solita adolescente indisponente, ribelle. È una farfalla che non sa volare, un uccellino con entrambe le ali rotte, una rosa che per sbaglio sboccia in inverno e avvizzisce sotto il peso della fredda neve.
Un personaggio forte nelle sue fragilità, in cerca di un riscatto che sia il suo riscatto, non quello per una sorella morta, un padre assente, una madre che pian piano si accorge di lei.
Ogni giorno come il primo giorno è un diario, una storia d’amore con se stessi, l’amicizia con le pagine e il presente. Una mappa di emozioni contrastanti, viscerali, tristi.
Sì, perché Ogni giorno come il primo giorno è un romanzo triste. Un romanzo che le lacrime ve le caverà dagli occhi e vi farà uscire «sconfitti a metà» da una lettura che è una battaglia con se stessi. Infatti vi consiglio di leggerlo quando siete emotivamente predisposti, pronti a prendere il vostro cuore tra le mani per vederlo sanguinare: in fin dei conti, anche i libri hanno il loro giorno perfetto per essere letti!

 


 

Titolo: Ogni giorno come il primo giorno
Autore: Giorgia Penzo
Editore: Nord
Prezzo: € 9,99 – € 16,90
Pagine: 305

Un diario per ricominciare. E raccontare, giorno dopo giorno, la sua vita senza la sorella. Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle, insicura, chiusa in se stessa; l’altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. E, adesso che è rimasta da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s’impegnerà a migliorare e a non buttare più la sua esistenza. Niente più feste sfrenate, niente più alcol, niente più brutti voti a scuola. Ma è tutto così maledettamente difficile, con la famiglia che cade a pezzi e tutto il mondo che le urla in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto. Ma Petra non si arrende e, spinta da una forza di volontà che non sospettava di avere, affronta un percorso di rinascita, aiutata prima da Lore, una compagna di classe scozzese arrivata in Italia per uno scambio culturale, e poi da Dario, uno studente universitario che le fa ripetizioni di matematica in vista dell’esame di maturità. Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento…
I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l’amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita.

 


 

  • Annarita (4 giugno 2018)

    Una recensione che ti “obbliga” a leggere questo libro! Da brividi! Messo in wish list 😉

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