Recensione: “Per lanciarsi dalle stelle” di Chiara Parenti

La paura è la peggior consigliera e la peggior nemica: ti prende lo stomaco e ti impedisce di respirare, di vivere. Di essere te stesso.

La paura ti lega a doppio filo e Sole lo sa benissimo.

 

La sua esistenza è semplice, scandita da certe abitudini che si porta dietro da sempre. Si sveglia, lavora, mangia nel solito ristorante in pausa pranzo, torna a casa. A un certo punto, questo cerchio, però, s’infrange: la sua migliore amica, una migliore amica con cui ha avuto un’accesa discussione, muore e la sua vita crolla come un castello di sabbia.
Sole deve affrontare perciò le conseguenze senza di lei, senza questa parte d’anima che è il suo esatto opposto, per questo Sole si mette in discussione stilando una lista di cento paure da vivere.
Chiara Parenti con Per lanciarsi dalle stelle porta sulla carta la storia di molte ragazze comuni, di quelle che temono le piccole grandi cose. Farsi un tatuaggio, viaggiare da sole, dire al ragazzo che amano di essere innamorate di lui. Ragazze di oggi e un po’ di ieri, quelle con la timidezza antica dei tempi passati, quelle che si riscoprono donne in una volta.
Sole è un bel personaggio, tanto fanciullo dentro, perché è cresciuta in una cupola di cristallo, imprigionata dalle sue paure e quelle della sua famiglia. A volte avrebbe meritato uno schiaffo, altre una carezza. È difettosa come sono difettose le persone vere.
La storia di Per lanciarsi dalle stelle è una storia semplice, non impossibile, che sfiora quasi il romanzo di formazione: è un inno alla crescita personale, una crescita che prende prima te e poi coinvolge il mondo che ti circonda.
Lo stile di Chiara Parenti è cambiato moltissimo in questi ultimi anni: sarà lampante a chi, come me, ricorda l’autrice per le storie irriverenti pubblicate con Rizzoli, nella collana digitale YouFeel. Insomma è cresciuta tantissimo, proprio come la sua Sole.
Per lanciarsi dalle stelle è un romanzo che va di certo letto e assorbito, un romanzo che nel suo piccolo vi aprirà gli occhi: insomma chi non ha paura di qualcosa?
Io ho paura dell’altezza, delle lucertole, degli ospedali. Sono paure comuni, paure folli perché le paure non sono razionali e affrontarle assieme a un libro è davvero utile. In fin dei conti, i libri sono specchi fatti di pagine in cui possiamo guardarci, no?

 


 

Titolo: Per lanciarsi dalle stelle
Autore: Chiara Parenti
Editore: Garzanti
Prezzo: € 9,99 – € 16,90
Pagine: 345

Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore. A sostenerla c’è Samanta, un’adolescente in lotta con il mondo che ha paura persino della sua immagine riflessa. Rivedendosi in lei, Sole prova a smuovere la sua insicurezza e a insegnarle ciò che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa. Ma c’è un unico istante che Sole non è ancora pronta a vivere. L’istante in cui deve confessare la verità al ragazzo di cui è da sempre innamorata. Una prova più difficile di tutte le altre. Perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine e confondere. E per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola.
 


 

LASCIA IL TUO COMMENTO

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Potrebbero anche interessarti

Ecco altri articoli simili a quelli letti di recente!

error: