Recensione: “Prova ad amarmi” e “Prova ad amarmi ancora”

LA PRESENTE RECENSIONE POTREBBE CONTENERE UN LINGUAGGIO ESPLICITO!

Due anni fa, se non oltre, sul web dilagava un nome maschile. Il titolo di un romanzo di un’autrice sconosciuta: Antony. Oh, sì, Antony Barker. Assieme a lui, giravano tante di quelle opinioni che i lettori – di tutte le risme – ne erano affascinati o scandalizzati.

Perché? Cosa c’è di tanto immorale in un nome così? In un libro così?

 

Lui è un gigolò, fin qui niente di assolutamente trasgressivo: ormai la narrativa erotica ha sperimentato la qualsiasi (pure le suore!). Lui è un gigolò che si presta a rapporti sessuali, ovviamente a pagamento, con uomini e donne. Assieme o meno. Perverso? Sì, lo è in un certo senso: insomma le orge non sono di certo l’idea classicistica del sesso e dell’amore. 
Ma non è questo ciò che lascia basiti (positivamente e negativamente, a seconda dei casi).
Allora cosa c’è di “nero”? La psicologia sessuale che, con maestria, adombra l’erotismo.
Il dolore è il dolore dell’anima e del corpo, un dolore lacerante che scende nel ventre, nelle ossa, nel cuore (sempre se un cuore lo si ha).
Sylvia Kant fa dell’erotismo un’arma letteraria: non è porno, come molti hanno affermato, non è nemmeno erotico. È la sopraffacente consapevolezza che nessuno è un santo e che dentro di noi – ricchi, poveri, viventi e sopravvissuti – si annidato demoni senza coscienza.
La depravazione è una costante nei personaggi principali e secondari, ma quella depravazione ha un motivo. Non è inchiodata alle pagine con il beneplacito del caso, no, per niente, signori miei, ha la sua profonda e concreta e stordente origine.
Non ci sono vergini immolate, donne timide che in un batter di ciglia diventano gatte dagli artigli prepotenti. No. C’è una corroborante conoscenza dell’anima nell’oltrepassare il limite consenzienti.
Prova ad amarmi e Prova ad amarmi ancora non sono un romance, non sono nemmeno semplici erotici: sono noir, thriller, persino narrativa, perché la Kant – con il suo stile abile, forbito, elegante, che quasi mi ricorda la sapiente Anaïs Nin – fa comprendere al lettore (esperto e inesperto) cosa lei voglia trasmettere.
Riesce, almeno così è accaduto con me, a far scivolare nella mente scene sadomaso e M/M come se nulla fosse.
Non c’è volgarità, credetemi, piuttosto l’inclemente realtà che queste esperienze – se non stili di vita – siano la normalità per un mucchio di persone, in questo mondo pieno di inclinazioni, sfumature, profondità.
Il punto forte, a mio avviso, non è il sesso: è come Sylvia Kant si approccia al sesso.
Con esplicita chiarezza, con perpetua conoscenza. Non lesina crudezza, anzi.
L’autrice non mente, non condisce la storia di romanticismo, non sparge miele, perché Prova ad amarmi Prova ad amarmi ancora non sono romanzi rosa e non sono fatti per le romantiche.
No, se cercate la favola, statene alla larga.
C’è bisogno di coraggio per leggerli, di cognizione per amarli, di intelligenza per capirli, lungi dai pregiudizi e la sconfinata arroganza di aver già compreso di cosa i libri trattino.
Io ero tra quelli che non capivano cosa ci fosse di straordinario nell’ennesimo “fenomeno editoriale”, ero tra quelli che esitavano con fare imperturbabile innanzi allo scaffale della libreria di fiducia, ero tra quelli che hanno pensato altro e altro ancora di un titolo mai letto. Però non si può mai dire “di questa minestra non ne mangio”, finché non si assaggia la minestra.
E quando si tocca Antony con mano, facile è ammettere quanto si è stati stupidi.
Chi segue Sylvia Kant sui social, sa benissimo che la scrittrice è molto onesta.
Tanti sono le avvertenze sulla tematica parossistica che tratta, una tematica che potrebbe bistrattare l’animo più sensibile, fin troppo sognante: ciò mi ha spinta ad approcciarmi alla sua opera. Questa schiettezza disarmante, la stessa che ho riscontrato nelle sue opere e nei suoi personaggi.
Se tutti gli erotici (usiamo questa etichetta per convenzione) fossero scritti così, come la Kant scrive, io ne leggerei uno al giorno. La sottoscritta, allergica al genere, stanca di una terminologia ripetitiva (pene, clitoride, vagina, scroto). Sì, diventerei una divoratrice di erotici! Ma così, ahimè, non è.
Il panorama letterario, italiano e straniero, ancora langue di scrittori capaci di uno stile carico di pathos e povero di sconfinante superficialità: n
on è quindi la terminologia sessuale (quasi tecnica) a disturbarmi, ma la faciloneria con la quale essa viene usata tanto per creare eros e non lirismo.
Personalmente, sono convinta che anche in un’orgia, se scritta bene, possa esserci potenza narrativa. Non mi interessa se è la coppia canon a scopare/fottere/trombare, se la scena è scritta “coi piedi”. Preferisco invece un intreccio di corpi sudati, mille mani e dita e chissà cos’altro, se l’autore rasenta la perfezione stilistica.
Mi sono fin troppo dilungata, rispetto ai miei standard, ma ciò è dovuto al fatto che sono stata ammaliata dal mondo di Antony e Angela.
Non c’è una virgola che cambierei, tutto si incastra, tutto si capisce, tutto ha un senso. Non ci sono strafalcioni, il plot è intessuto con una studiata impugnabilità, soprattutto nell’aspetto psicologico. Non ho altro da dire e – se ne avete la forza, la consapevolezza, la voglia di andare oltre il pregiudizio – ve lo consiglio caldamente!

 


 

Titolo: Prova ad amarmi
Autore: Sylvia Kant
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 4,90 – € 1,99
Pagine: 512

Antony Barker è un gigolò dalla bellezza statuaria. È l’amante ufficiale di Rachel Norton, donna algida e senza scrupoli a capo della più grande industria farmaceutica degli Stati Uniti. Ma Antony ha anche molti altri clienti che richiedono i suoi servizi ormai leggendari nel jet set e negli ambienti più facoltosi della Grande Mela. Ha rapporti con uomini e donne, e anche di gruppo, ma non si lega e non si innamora di nessuno. È freddo, professionale e la sua sensualità è seconda soltanto alla sua determinazione. Angela Palmieri, giovane ragazza italiana appena sbarcata a New York per lavorare nell’ufficio marketing di Rachel, diventa subito la favorita del capo e viene introdotta suo malgrado in un mondo di lusso, eccessi e dissolutezza.

 

Titolo: Prova ad amarmi ancora
Autore:
 Sylvia Kant
Editore: 
Newton Compton Editori
Prezzo: 
€ 9,90 – € 4,99
Pagine: 
576

Antony Barker è attraente e tenebroso, sesso e perversione si incarnano in quest’uomo dall’anima di ghiaccio e dallo sguardo magnetico. Angela Palmieri viene da Roma, è timida e troppo lontana dal suo mondo per poterne fare parte. L’incontro con Antony la segna sia nell’anima che nel corpo, perché lui non è un uomo qualunque e gli oscuri segreti che custodisce sconvolgono Angela nel profondo, fino a costringerla ad allontanarsi, ma, ovviamente, non è così facile liberarsi del ricordo di Antony… In un susseguirsi di colpi di scena, intrighi e rivelazioni, Angela imparerà a conoscere meglio se stessa, i suoi desideri e il suo passato, ma soprattutto quello del suo amato uomo dall’anima nera… Con una scrittura coinvolgente e provocante, torna la scrittrice di culto che ha scalato le classifiche di vendita riaccendendo i sogni proibiti dei lettori italiani.

 


 

LASCIA IL TUO COMMENTO

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Potrebbero anche interessarti

Ecco altri articoli simili a quelli letti di recente!

error: