Recensione: “Sing. La musica dell’estate” di Vivi Greene

Si può essere famosi, avere tutto – soldi, amici, la villa più bella del mondo – e non avere in realtà nulla, quando l’amore ti chiude in faccia le porte della vita.


Si può essere famosi e, soprattutto, umani.

 

La notorietà non ci esula dal dolore, dall’imperfezione, dalle insicurezze. La notorietà è una maschera che si deve indossare davanti agli altri perché gli altri così ci vogliono: felici, perfetti, sicuri.
Lily è stufa di questa finzione, delle sue canzoni che parlano dell’ormai ex, dei concerti, dei fan che comunque rispetta perché grazie a loro è quel che è diventata. Una cantante di successo, una cantante che vive nel lusso e con tutto ciò che una ragazza può desiderare.
Eppure? Per un’estate sparirà dal radar dei mass-media, dei supporters, nascondendosi nella normalità, dove nessuno la osannerà mentre la incrocerà per strada. O la tamponerà per strada.
Quella di Lily è l’estate della riflessione, dell’amore sincero, delle seconde opportunità con le amiche di sempre, delle canzoni che parlano di vita e non di fidanzati non più fidanzati.
L’estate di Lily è guardarsi dentro e intorno, un’estate magica poiché riscopre se stessa, il suo talento, scrivendo e suonando, scarpinando per le montagne, addormentandosi sulla spiaggia di notte. Cose normali per noi, probabilmente impossibili per chi deve vivere con la maschera della notorietà addosso.
Sing è un romanzo che si lascia leggere con facilità, lo stile della Greene è fluido e molto semplice, uno stile che vi porterà a divorare il libro in un solo pomeriggio. MA? Poteva essere molto molto di più, poteva essere un viaggio interiore che sfiorava l’Io in ogni sua parte, invece è stato – a mio avviso – un viaggio superficiale.
La sostanza c’era, tanta di quella carne sul fuoco che la Greene avrebbe potuto creare un’opera davvero interessante, eppure la sostanza è stata usata a metà. Ovviamente questo è il mio modesto parere e il mio parere, come dico sempre, non è universale.
Credo che Sing abbia un buon potenziale di fondo, in quanto non è l’amore al centro della storia, ma la ricerca di se stessi, la ricerca di quella via che ci porta sulla strada dorata di Oz, un potenziale che nonostante tutto ho apprezzato.
La cosa che più mi ha lasciata perplessa è il finale, tant’è che spero ci sia un seguito, un seguito che magari sia più concreto e meno “all’acqua di rose”.

 


 

Titolo: Sing. La musica dell’estate
Autore:
Vivi Greene
Editore:
HarperCollins Italia
Prezzo:
€ 16,00
Pagine:

Lily Ross può aver vinto decine di dischi di platino ed essere un’icona pop planetaria, ma nella sua personale classifica le hit di maggior successo sono: 1. AGONIA, esattamente quello che prova quando l’idiota di turno (l’ennesimo) le strappa il cuore dal petto e ci cammina sopra; 2. FANTASMI, perché anche chi è ricca e famosa, come lei, ne ha qualcuno che la tormenta; 3. MAI PIÙ, ovvero, alla larga da appuntamenti romantici con attori o pop star. Ma quest’estate la musica sta per cambiare. In fuga dalle luci della ribalta, Lily si rifugia insieme alle sue migliori amiche nel bel mezzo del nulla, su un’isoletta del Maine. Dopo l’ultimo disastro sentimentale, ha deciso di concedersi tre mesi per concentrarsi su se stessa, sul lavoro, sul prossimo tour che partirà in autunno. Su tutto, insomma, tranne che sul genere maschile. Il piano sembra funzionare fino a quando non incontra Noel Bradley. Lui è dolce, affascinante, alla mano e soprattutto così diverso dai ragazzi con cui è abituata a uscire. Improvvisamente Lily si scopre innamorata, in un modo che non le era mai capitato prima. Ma lei ama anche la musica, i fan e quando l’estate finisce e arriva il momento di tornare alla sua vera vita, sa di dover compiere una scelta. Solo, non sa quale sia quella giusta.

 


 

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