Recensione: “The mist” di Stephen King

Claustrofobia: è la parola che mi è venuta in mente, appena ho finito di leggere The mist, uno dei tanti racconti di Stephen King estrapolato dalla raccolta Scheletri.

La sua prima apparizione italiana risale al 1989 e la Sperling & Kupfer ripresenta The mist in una veste grafica un po’ alla Stranger Things.

 

A Bridgton capitano strane cose, tra i fitti banchi di nebbia improvvisamente calati sulla cittadina, e i suoi abitanti sono costretti a mettersi al sicuro tra le pareti di un supermercato pur di sopravvivere. Ecco la storia di The mist – accennata in pochissime righe, poiché come sapete non è mia abitudine farne un riassunto – che a primo impatto mi ha ricordato il lunghissimo The dome: un’emergenza misteriosa, macabri avvenimenti e la reclusione in spazi piccoli.
The mist, a differenza di The dome, forse per la sua brevità o forse perché ha un’introspezione psicologica diversa, mostra una qualità maggiore del sopracitato romanzo (che per due anni interi ho provato a terminare inutilmente). The mist ha più ritmo, più sfaccettature e non si frammenta in tanti rivoli narrativi. Segue un unico filone e arriva a destinazione senza intoppi stilistici. È un racconto piacevole: magari non è indimenticabile come potrebbe essere The body, recensito da Luigi su Everpop  (leggete il suo articolo e, poi, correte a comprarlo).
Come anticipato poco fa, The mist ha varie sfaccettature, tra cui quelle psicologiche: l’essere reclusi in spazi piccoli sollecita la mente, fa dilagare la follia, mantiene alta l’attenzione del lettore. Ripeto: claustrofobia. Il non sapere cosa ti sta accadendo, cosa ti accadrà, se resterai vivo o morirai tra quelle mura. Il non sapere se il tuo vicino di sempre, il tuo migliore amico, se addirittura tua moglie o tuo marito diventeranno i prossimi nemici. Perché la sopravvivenza è questione d’istinto, non di ragione. Sopravvivere rende primordiali.
The mist è la lettura ideale in quei periodi in cui il tempo latita. Poche pagine, una buona scrittura. Non il solito King, ma un King che non delude. E lo consiglio soprattutto ai giovanissimi: a quelli che vogliono avvicinarsi all’autore e non vogliono farlo con opere impegnative come il Miglio verde, per esempio.

P.S. Un plauso finale va a questa nuova edizione della Sperling & Kupfer per aver richiamato graficamente Stranger Things e per un’impaginazione che permette di leggere The mist senza alcuna fatica.

 


 

Titolo: The mist
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 6,99 – € 10,00
Pagine: 180

La piccola cittadina di Bridgton, Maine, viene improvvisamente avvolta da una fitta nebbia. Iniziano così ad accadere cose strane: creature bizzarre e pericolose si aggirano non viste per le strade, facendo scomparire alcuni degli abitanti. Il supermercato, che inizialmente appare come l’unico luogo di salvezza, si rivela una pericolosa prigione. Le persone che hanno cercato riparo lì, infatti, non sono minacciate soltanto dai mostri nascosti nella nebbia, ma anche dalla follia che il terrore claustrofobico fa nascere tra i rifugiati.

 


 

PRODOTTO FORNITO DA SPERLING E KUPFER

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