Recensione: “The player” di Vi Keeland

Sudore, testosterone, un asciugamano che cade (non per sbaglio). Pochissime parole per descrivere il primo incontro di Brody e Delilah, in uno spogliatoio che pullula di giornalisti e atleti.

Un incontro eccitante per lui. Imbarazzante per lei.

 

Brody è il classico bello, sfacciato, con tante donne da sciupare: tòpos per eccellenza degli sport romance capaci di strappati una risata, tra sensualità e bisticci dal sapore adolescenziale. Brody, però, dietro a quella faccia da sfrontato cronico, nasconde una sua profondità. Un suo modo di vivere certe responsabilità che (forse) non gli toccano.
Delilah è una commentatrice sportiva abituata al gioco, una che all’apparenza sembra innocua e che, invece, gli artigli per difendersi li ha. Anche lei rispecchia egregiamente il tòpos femminile del genere, anche se appare un tantino sottotono rispetto Brody.
La prima metà di The player vi farà ridacchiare di continuo, grazie alle frecciatine di Brody, frecciatine che hanno sempre un doppio senso, perché questo è il suo modo di corteggiare: nella seconda entrano in campo degli elementi narrativi interessanti che, però, secondo me, non vengono sfruttati fino in fondo.
Il passato dei protagonisti torna a galla, ma non nel modo in cui mi sarei aspettata: non porta con sé quella devastazione emotiva da me attesa, quella rottura, quelle ferite che avrebbero potuto mettere in discussione ulteriormente Brody e Delilah.
Ho avuto la sensazione che Vi Keeland non volesse calcare la mano, come se temesse di mettersi in gioco, assieme ai suoi stessi protagonisti.
I suoi espedienti narrativi sono infatti labili, non molto incisivi, sebbene la scrittrice avesse tutti gli ingredienti per creare un pathos più denso, usufruendo di quelle condizioni create da lei ad hoc.
Non vi dico quali condizioni, in quanto vi dovrei anticipare buona parte del romanzo, ma penso che, una volta letto The player, potrete ben comprendere a cosa mi riferisco.  
Lo stile della Keeland è semplice, veloce, non si sofferma su minuziosissime descrizioni anatomiche – ciò la rende godibile pure a chi non è avvezza a un pizzico di erotismo! –, è persino ironico e divertente: proprio per questo penso che The player sia una lettura estiva perfetta.
Fa ridere, sorridere, borbottare, scaccia via i pensieri. In breve: un ottimo antidepressivo a soli € 9,90.
Adesso, comunque, sono curiosa di leggere Beautiful mistake, da oggi disponibile nelle librerie e sugli store online, poiché Vi Keeland mi ha un po’ incuriosita come autrice.

 


 

Titolo: The player
Autore: Vi Keeland
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 6,99 – € 9,90
Pagine: 322

La prima volta che Delilah incontra il famoso quarterback Brody Easton è in uno spogliatoio maschile, al termine di una partita. È la sua prima intervista come commentatrice sportiva. Un incarico importante e conteso, per il quale sono stati presi in considerazione molti altri giornalisti uomini, ma sui quali Delilah ha avuto la meglio, dopo molta gavetta e molti sacrifici.
Figlia di un famoso giocatore di football, Delilah è praticamente cresciuta in questo mondo, una mosca bianca in un universo di testosterone, sa come muoversi e non è facile metterla in un angolo. Eppure, quando Brody Easton già alla prima domanda decide di mettersi a nudo, letteralmente, lasciando cadere l’asciugamano che lo copre, lei non sa proprio che fare. A metterla in difficoltà non è tanto la statuaria bellezza, quanto l’atteggiamento provocatorio e la sfacciataggine dell’atleta che, fin da subito, inizia infatti a flirtare con lei. Ma Delilah non esce con i giocatori. O meglio, non esce con quel tipo di giocatore: di bell’aspetto, forte, arrogante, che vive di vittorie e conquiste, dentro e fuori dal campo. E Brody Easton in questo è un vero giocatore…
Dopo aver stregato oltre un milione di lettrici nel mondo con il suo inconfondibile stile, ironico e sensuale,Vi Keeland torna in libreria con un nuovo, afrodisiaco romanzo, in vetta alle classifiche americane.

 


 

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