Recensione: “Volevo solo andare a letto presto” di Chiara Moscardelli

«Volevo solo andare a letto presto»: in quante, qualche volta, magari dopo una giornata andata male, lo hanno detto?


Agata Trambusti, che maledice il suo nome, è una donna maniacale e ipocondriaca. Una donna che voleva dormire per un paio d’ore e che, invece, si ritrova a correre per le vie di Barcellona con la gonna arrotolata su per le cosce.

 

In questa rocambolesca corsa non è sola! Difatti, nella sua fuga spezza-respiro, col batticuore persino nelle unghie, c’è un bell’uomo a farle compagnia: uno che somiglia a Christian Bale e che tuttavia si chiama Fabrizio (o Gighen per gli amici più stretti).
Tra quarzi rosa e agate striate, quadri inediti che forse sono perfette contraffazioni, un quartiere sfortunato della Roma che i turisti non conoscono, e ansiolitici ingoiati come fossero caramelle, Volevo solo andare a letto presto vi farà sorridere e ridere.
Lo stile di Chiara Moscardelli è irriverente, brioso, magico (perché è capace ti incollare gli occhi alle pagine!), coinvolgente, ma anche semplice e diretto. Un mix esplosivo, il suo, che si fa riconoscere in un panorama editoriale spesso piatto e “fotocopiato”.
L’autrice ha creato una protagonista folle, quasi patologica, che brilla di luce propria.
Agata non se ne accorge, eppure sprigiona tanto di quel magnetismo da conquistare perfino il lettore più ostico. E la mia non è un’ipotesi, ma una certezza!
Sottolineo, per i malpensanti, s’intende, visto il mio assoluto entusiasmo (saltuario!), che Chiara Moscardelli non è una mia amica. Invero, Volevo solo andare a letto presto è il suo primo romanzo che leggo, proprio per questo mi sono ripromessa di recuperare gli altri, come ad esempio Quando meno te lo aspetti, sempre edito Giunti.
È davvero raro che mi faccia prendere così da un romanzo, un romanzo con una storia singolare, spesso sopra le righe: credo sia stato questo suo essere “una voce fuori dal coro” a conquistarmi.
Non cambierei una virgola di Volevo solo andare a letto presto. Mi piace con i personaggi di contorno che si muovono perfettamente nel loro contesto, con la Caput Mundi imperfetta, per certi versi ghettizzata. I contrasti, i chiaroscuri, questo vorticare intorno al cambiamento senza stravolgere la sostanza sono elementi non solo letterari – ovvero legati alla narratio –, ma altresì, a mio avviso, elementi sociologici molto molto interessanti.
Invero, il libro della Moscardelli mi ha fatto riflettere, non solo sorridere e ridere.

 


 

Titolo: Volevo solo andare a letto presto
Autore:
Chiara Moscardelli
Editore:
Giunti
Prezzo:
€ 14,00
Pagine:
272

Ipocondriaca, ossessiva, maniaca del controllo e sfegatata di telenovelas brasiliane: del resto che cosa aspettarsi dopo un’infanzia trascorsa in un borgo hippy, senza TV, con una mamma fissata con la cristalloterapia, un padre non ben identificato e tanti amici che danzano in giro, spesso senza vestiti?
È comprensibile che a trentacinque anni Agata Trambusti voglia avere il pieno controllo di ogni aspetto della sua vita e detesti qualsiasi fuoriprogramma. Inclusa la pioggia, e quella mattina si è messo a piovere sul serio, mentre in tailleur e chignon Agata varca il cancello di una villa sull’Appia per valutare alcuni quadri che il proprietario vuole mettere all’asta.
Ma la pioggia non è niente rispetto a quello che la aspetta: in meno di un minuto la sua tranquilla esistenza si trasforma in un rocambolesco film d’azione, a partire dall’uomo misterioso – terribilmente somigliante a Christian Bale! – che Agata mette ko con due abili mosse di krav maga prima di darsela a gambe. Ma che cosa sta cercando quell’uomo? E perché le sta improvvisamente alle calcagna?
Tra una fuga nei vicoli più sordidi di Barcellona, le minacce di uno strozzino di quartiere e un losco traffico di falsi d’autore, Agata dovrà per una volta dar ragione al suo psicologo e lasciarsi risucchiare dal vortice impazzito degli eventi. E delle emozioni. Perché sarà proprio questa la partita più dura. Dalla scoppiettante autrice di Volevo essere una gatta morta e Quando meno te lo aspetti, una commedia esilarante e intelligente dove il vero pericolo è quello di imbattersi nella felicità.

 


 

  • Alex Astrid (18 gennaio 2018)

    Ciao! Bella recensione, mi hai convinta ad aggiungere il libro alla mia TBR 🙂

    • Rosy Milicia (18 gennaio 2018)

      Sono contenta! 🙂 È un libro da non perdere: molto spassoso e originale.

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