Review party: “Dark Room” di Jonathan Moore

Segreti ovunque, segreti così ben nascosti che è difficile esumarli e portarli alla luce.

Segreti antichi, segreti che sono nati negli anni Ottanta e sono giunti a noi, silenziosi, solerti, palpitanti, risvegliati da una mano misteriosa.

 

E sarà l’ispettore Cain – scrupoloso e pragmatico – a dover sbrogliare una matassa che si divide in due casi che, in verità, forse, è uno solo.
Jonathan Moore trascina immediatamente il lettore nella narrazione, così come spesso accade in molti procedurali, senza soffermarsi sulle futilità che avrebbero semplicemente allungato il brodo.
L’autore, difatti, è stato capace di costruire un’ambientazione perfetta per un thriller articolato e diluito pagina dopo pagina: dalle indagini fino alla scoperta della verità, passando per dialoghi serrati e brevi attimi di esitazione.
Moore ha il pregio di una scrittura molto veloce e intuitiva, così come il genere in un certo senso impone, e ciò rende l’opera leggibile e versatile. Proprio per questo credo sia adatta un po’ a tutti, dal neofita dei thriller al più appassionato, nonostante le tinte forti che assume in certi punti.
Come sapete amo i procedurali, seguire l’evoluzione dei casi, scoprire cosa si nasconde dietro chi indaga e chi è indagato: pertanto la psicologia è fondamentale, a mio avviso, qualsiasi libro esso sia, e qui Jonathan Moore pecca un po’ di superficialità.
Avrei voluto sapere qualcosa in più su Cain e Grassley, ma ciò mi è mancato durante la lettura: cosa che non è successo invece con le varie fasi di indagini, dall’autopsia agli interrogatori, in un crescendo di curiosità e adrenalina.
Dark room – La camera oscura si è comunque dimostrato un ottimo romanzo autoconclusivo, di quelli che si leggono con facilità e non lasciano l’amaro in bocca, anzi invogliano a sapere ancora e ancora.
Ci sono altri due capitoli di quest’inaspettata trilogia, ma l’autore nei ringraziamenti ci svela che nel 2018 verrà pubblicato in lingua originale un suo inedito, non collegato a questo progetto, penso quindi che dovremo avere pazienza e aspettare aspettare aspettere.
Nel frattempo?
Ve ne consiglio la lettura per la forza narrativa della parte procedurale, che mi ha ricordato molto il mondo di Chicago PD per il realismo che l’autore riesce a costruire intorno ai suoi personaggi, evitando di apparire pedante o noioso.
Insomma: si vede che Jonathan Moore ha fatto i compiti per casa, prima di tuffarsi in questa sua avventura crime!

 

 


 

Titolo: Dark room – La camera oscura
Autore: Jonathan Moore
Editore: Leone Editore
Prezzo: € 14,90
Pagine: 416

L’ispettore Gavin Cain e il suo collega Grassley ricevono un video inquietante: un uomo, malato terminale di cancro, decide in punto di morte di confessare i suoi peccati e invita la polizia a esumare le spoglie di Christopher Hanley, un ragazzo morto nel 1985, per scoprire un terribile segreto. Quando il corpo sta per essere disseppellito, Cain viene riassegnato con la massima priorità a un altro caso: Harry Castelli, il sindaco di San Francisco, ha ricevuto una minacciosa lettera che lo invita a uccidersi per tenere celato uno scandalo legato al suo passato, con tanto di fotografie allegate che ritraggono una splendida ragazza incosciente e legata nuda a un letto. Il sindaco sostiene di ignorare chi sia la ragazza, ma Cain sospetta che gli stia nascondendo qualcosa e inizia a indagare sulla vita del primo cittadino. La caccia al ricattatore condurrà Cain in un intricato labirinto di segreti, che si dipana dietro l’apparente normalità dell’esistenza di Castelli e della sua famiglia.

 


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