Rosypuntoevirgola

``Ho dentro me tutti i sogni del mondo.``

 

Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.

 

Ho letto per la prima volta La tabaccheria, ineffabile poesia di Fernando Pessoa, quando ero una liceale alle prese con mille sogni infranti e altri mille nascosti in fondo al cuore.
Ancora oggi, meno liceale e molto più donna, continuo ad avere “dentro me tutti i sogni del mondo”, perché i desideri restano, anche se diventiamo grandi e percorriamo strade mai immaginate (o forse sì?).
Quindi, la prima cosa che vi direi di me, è che sogno. Sogno all’infinito. E alcuni di questi sogni sono già riuscita a realizzarli.
Studiare giornalismo. Scrivere libri e pubblicare libri. Parlare del mondo che mi circonda in un angolino personale, proprio come il rosypuntoevirgola.
Ho iniziavo la mia avventura di blogger nell’estate del 2014, silente, ma agguerrita, facendomi conoscere giorno dopo giorno da chi, ormai, mi segue da anni con entusiasmo e una carica esplosiva d’affetto.
È stato un cammino non facile, che spesso mi ha portata a svoltare a destra anziché a sinistra, un cammino che mi ha fatto crescere professionalmente (e non solo).
Mi sono tuffata nel restyling e nel rebranding, seguendo quei miei mille sogni che corrono sempre come cavalli imbizzarriti, con l’obiettivo di tenere il passo per non restare mai indietro.
Infatti eccomi qui!
Il rosypuntoevirgola non è soltanto un sito in cui vi parlerò di me e delle mie passioni: il rosypuntoevirgola è la continuazione di un viaggio solitario durante il quale, a un certo punto, ho incrociato i miei lettori e tante nuove opportunità.
Viaggiamo, perciò, attraverso i piccoli immensi attimi delle nostre vite.
Che sia un libro a emozionarci, un rossetto a farci sentire belle, una valigia stracolma a riempirci di entusiasmo: l’importante è condividere gli istanti (im)perfetti assieme.

 

Il punto e virgola è più intenso di un punto.
Il punto e virgola ti dà la sensazione che non tutto sia finito: come se ci fosse qualcosa oltre, perché forse c’è una piccola speranza nella parola dopo e quella dopo ancora.

 

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