SelfTop: “Dopotutto, posso farcela” di Irene Val

Quando leggo libri come Dopottutto, posso farcela diventa difficile scrivere una recensione, perché questo libro è tanto potente che le parole non bastano a manifestare ciò che il mio cuore ha sentito e sente ancora.

Mi sono ritrovata in mano una storia come poche, una storia vera, fatta di concretezza, psicologicamente ben strutturata, se non ottimamente strutturata, nella quale è facile perdersi con corpo e anima.

 

Milena e Luca sono la perfetta rappresentazione del nostro Io in continua evoluzione, un’evoluzione che si attua e, spesso, prosegue la sua corsa anche nell’età adulta. Non è quindi un romanzo per soli ragazzi, un YA fatto di “cuore e amore”, per niente: Dopottutto, posso farcela è un romanzo che parla alle generazioni del passato e del presente e del futuro, in una girandola di colori sfavillanti.
I protagonisti vivono per farci vivere, a nostra volta, la crescita e la potenza delle sensazioni scevre dalla falsa illusione della modernità. Non esistevano Facebook, Whatsapp, Instagram, in quel lontano 1987 c’era la vita ad aspettarci sotto casa nelle vesti della migliore amica che vuole fare due passi in centro o in quelle del ragazzo più carino della scuola. C’era genuinità, comunicazione, il guardarsi negli occhi.
Esistevano le emozioni espresse col viso, non con gli emoticon, il volersi far valere a parole dette e non digitate.
Con ciò, non sostengo che Internet sia il male del nostro millennio, me ne guarderei, ma ammetto che le persone e le personalità siano cambiate assieme allo sviluppo tecnologico.
Io ho amato Dopotutto, posso farcela poiché mi ha rammentato quel che sono stata, grazie alla piccola e fragile e coraggiosa Milena, in quegli anni delle superiori in cui non sai chi sei o cosa vuoi diventare. La Milena del 1987 può rappresentare benissimo la me del 2003, la mia “Milena interiore” al penultimo anno del liceo, con troppe domande per la testa e un pugno di fumo in mano, mentre il cambiamento stava cambiando troppe cose.
E la sua non è soltanto una storia l’amore, non è soltanto una storia qualsiasi di una ragazza qualsiasi, c’è la sua famiglia che la mette alla prova, il rapporto con la sorella maggiore e i suoi guai, con una madre despota e algida, con un papà che è un’ombra ma non vuole essere per sempre un’ombra.
Quella di Milena è la voce di noi tutte – giovanissime, giovani, mature – alla ricerca della nostra identità, stanche delle etichette, con l’aspirazione di amare chi vogliamo amare, nel modo e nel momento in cui vogliamo amare, affrancandoci dalle insicurezze, urlando: «Dopottutto, posso farcela!» nonostante crediamo il contrario.
Forse la mia non è una vera e propria recensione, una di quelle in cui analizzo nel dettaglio stile e plot, forse in giro troverete opinioni degne di nota, migliori della mia, capaci si esplicarvi la trama e gli avvenimenti del libro, ma io ho sentito che questo è il modo giusto per parlarvene.
Irene Val mi ha sconvolta, ammaliata, stretta nelle sue spire letterarie come poche sanno fare. Il suo stile è intenso, così i personaggi, principali e secondari, soprattutto il messaggio che verrà fuori con dilagante prepotenza raggiungendo l’anima per radicarsi in essa. Non ci sono sbavature emozionali e narrative, perché – penso – sia stato scritto col cuore di chi desidera parlare davvero di sentimenti.
Lo consiglio non una, ma mille volte, attendendo il secondo capitolo di quella che è una storia che non lascerà mai la mia mente.

 


 

Titolo: Dopotutto, posso farcela
Autore:
Irene Val
Editore:
Selfpublishing
Prezzo:
€ 2,99
Pagine:
 
400 ca.

Milena, Lena per tutti, ha quasi diciotto anni, ma non si sente per niente giovane. È il 1987, e a Roma ci sono le cabine telefoniche e gli autobus verdi, e c’è anche il suo liceo classico, un bellissimo ex convento atterrato lì da chissà dove, in mezzo ai palazzoni grigi della periferia. È là che un giorno di settembre arriva Luca, dal nord. Nella vita di Lena ci sono già l’amico Andrea, l’ex migliore amica Marta, la sorella Silvia, la ginnastica ritmica, i libri… ma quando in quella vita piccola e stretta entrerà Luca, tutto il resto diventerà uno sfondo. Con lui, Milena diventerà Mile, fino a diventare davvero, e completamente, Milena, anche per gli altri. Un romanzo di formazione, ambientato in anni in cui computer e cellulari non facevano parte della vita delle persone, quando per sentire la voce del tuo amore dovevi aspettare che ti chiamasse al telefono di casa, rigorosamente in camera dei tuoi genitori. Formazione sentimentale, quando inizi a confrontare ciò che credi di essere con l’immagine che un altro ha di te, fino a capire chi sei e chi vuoi diventare, e formazione personale, quando il futuro indistinto inizia a farsi più chiaro e la tua prospettiva, con un’intensità quasi dolorosa, si allarga. Peccato che diventare grandi sia sempre così maledettamente difficile, e chiunque abbia detto che la gioventù è un’età d’oro non sa niente della gioventù, o ha dimenticato la sua.

 


 

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