SelfTop: “Non posso esistere senza di te”

A CURA DI ANNARITA CALAUDI

Ti amerei nel vento. | Sotto il cielo terso in primavera.
Tra la dolcezza delle rose. | Ti amerei nel canto degli uccelli.
All’ombra della vegetazione. | Sulla pietra calda e nuda.
Sotto il sole bruciante. | Nella frescura dell’erba.
E con il canto degli insetti. | Ti amerei il giorno e la notte.
Nella calma e nella tempesta. | Sotto le stelle che brillano,
Sotto la rugiada della notte. | E la mattina all’alba.
Con il sorriso e con le lacrime. | Ti amerei con tutte le mie forze.

 

La poesia di Percy Bysshe Shelley  apre il libro Non posso esistere senza di te di Virginia Dellamore. Opera struggente, forte, passionale.
La poesia così come il romanzo.
L’ho letto una volta in pochissimo tempo per conoscere le sorti dei protagonisti, poi una seconda volta, lentamente, per godermi ogni attimo, ogni parola, ogni dettaglio… La sensazione provata al termine di entrambe le letture è certamente di coinvolgente struggimento.
Non si tratta di un romance, se si considera nel genere solo i plot in cui si parla di una storia di amore… sarebbe fin troppo riduttivo in questo caso. C’è certo la storia d’amore, ma non è affatto convenzionale, né stereotipata.
Ci sono eventi, personaggi di corollario, un intreccio gradevole… tuttavia, i veri protagonisti della narrazione sono i sentimenti.
Ophelia, una donna segnata per sempre da un evento imprevisto: forte e fragile, ti lascia senz’altro il segno sulla pelle con la sua determinazione!
Philip, conte cinico, uomo altezzoso e sprezzante… ma sarà così fino in fondo? Joshua, in apparenza il ritratto del giovane appassionato e dolce… tornato uomo nel suo paese natio.
Le caratteristiche psicologiche di ogni singolo personaggio  fanno da padrone, impregnando ogni riga di pensieri, sensazioni, intrighi, paure, sensi di colpa e passionali struggimenti. La Dellamore, grazie a un sapiente intreccio di flashback, mischia presente e passato, raccontando ogni più recondito desiderio e ogni agghiacciante timore, dando vita a un racconto lontano da ogni convenzione.
L’ambiente “storicamente” descritto è quello del primo ventennio del 1800, i dettagli non sono molti e – a mio modesto parere – sono “piacevolmente” secondari rispetto alla narrazione principale. Proprio per questo ho apprezzato la “sfumatura” storica e non – come mi è capitato con romanzi letti di recente – la predominanza di questo aspetto nel plot di base.
I dialoghi sono sapienti, anche questi perfettamente in linea con lo spazio temporale in cui è calata la vicenda. Benché la psicologia dei personaggi sia messa al primo posto – grazie ai già citati flashback –, la Dellamore eviscera ogni emozione degli stessi, fino a donarli quasi totalmente al lettore: la narrazione è fluida, coinvolgente, non ci si ferma fino a quando non si è letta l’ultima pagina.
Non aspettatevi l’esuberanza di Una stravagante ragazza per bene o le avventure di Lady Opaline.
Non posso esistere senza di te è un viaggio interiore, in ognuno di noi, in chiunque abbia sofferto o abbia amato in maniera struggente. Probabilmente è il romanzo più realistico che abbia letto negli ultimi anni, che parla prima con la voce delle emozioni e poi con quella dei fatti…
Lo consiglio, senza alcuna ombra di dubbio, sono certa che la delusione non sarà neppure contemplata nella gamma di sensazioni che proverete… è uno di quei libri che leggi, rileggi e rileggi fino allo sfinimento, perché ti fa capire quanto sia importante lottare per se stessi, per la propria dignità ma – cosa ancora più importante – per i propri sentimenti.

 


 

Titolo: Non posso esistere senza di te
Autore: Virginia Dellamore
Editore: Selfpublishing
Prezzo: €0,99
Pagine: 320 c.a.

Inghilterra, 1814. È una gelida notte di novembre, nel Northumberland, quando Ophelia Northon, sedici anni, lunghi capelli rossi, un’aria da folletto e un’anima romantica, sgattaiola fuori dalla sua camera in segreto. Il batticuore del primo amore la accompagna mentre raggiunge Joshua, il ragazzo dei suoi sogni, in procinto di partire per un paese lontano. Intende fargli un giuramento, assicurargli che lo aspetterà fino al suo ritorno, e donargli se stessa come pegno della propria promessa. Purtroppo non arriva a destinazione: lungo la strada, un incidente imprevisto infrange ogni suo sogno, trasformando le speranze in chimere. Per giunta, il responsabile della sciagura che si abbatte sulla sua vita è qualcuno che lei già detesta: Lord Philip Percy, nipote ed erede del conte di Alnwick, un ragazzo arrogante, superbo e scontroso. A distanza di otto anni da quella tragica notte, Ophelia è una giovane donna disillusa che vive isolata in un remoto villaggio scozzese. Non ha mai smesso di pensare a ciò che è accaduto, immaginando la vita desiderata insieme a Joshua e detestando Philip con tutta l’anima. Ma cosa accade se il destino decide di rimescolare le carte? Inaspettatamente, in forza di una strana disposizione testamentaria, Ophelia deve tornare in Inghilterra. Ad Alnwick si ritrova ad affrontare i fantasmi del passato: incontra di nuovo Joshua, appena rientrato dall’America, e Philip, ormai diventato conte, sempre più sprezzante e perfino più detestabile di quando era ragazzo. Riuscirà, Ophelia, a colmare il tempo perduto, recuperando i propri sogni, nonostante le profonde ferite impresse nella sua anima e nel suo corpo? E se, nel frattempo, i sogni fossero cambiati? Se l’amore, quello vero, avesse altri progetti per il cuore? Un romanzo sul valore delle prime impressioni, sul senso di colpa, il perdono e il riscatto. La storia di una passione fortissima e di un sentimento assoluto che travalica il tempo e l’apparenza.

 


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