Recensione: “Il cammino verso casa” di Catherine Ryan Hyde

Camminare verso casa, camminare verso la pace. Camminare e camminare e camminare. Perché non puoi fare altro, perché quello è il solo modo per salvarti e poi ricominciare.
Carly e Jen, due sorelle e un unico destino, percorrono la strada insidiosa che la vita ha costruito davanti ai loro piccoli piedi. Smarrite, confuse, stanche, affamate, si perdono per le vie dell’America fatta di deserto. Hanno una meta, un’unica meta, ma non sanno cosa troveranno. Non sanno quale sia la verità.
Il cammino verso casa è un viaggio nell’Io umano, un viaggio nella mente di due adolescenti senza madre, senza altra possibilità, se non quella di fuggire dai servizi sociali, dall’eventualità che vengano separate poiché sole al mondo.
Un romanzo delicato, un romanzo anche forte, che non ti lascia scampo, che ti tritura il cuore dalla prima all’ultima pagina.

Recensione: “Livia Lone” di Barry Eisler

Sofferenza. Soprusi. Orrore.
Potrei pure fermarmi qui, perché in questi tre aggettivi c’è tutta la storia di Livia Lone. Certo che Barry Eisler, autore di tantissimi thriller di successo, ci ha voluti stravolgere con una narrazione cruda e che va dritta al cuore!
Come mio solito, non vi riassumerò il sopracitato romanzo, non avrebbe alcun senso, sono qui difatti per parlarvi di ciò che ho provato nel leggerlo.
Prima di tutto inquietudine, quell’inquietudine che un libro del genere deve mettervi sin dalla prima pagina. Poi dolore. Un dolore lancinante allo stomaco, quando il passato e il presente si alternavano in perfetta sincronia, colmando e intessendo una trama schietta fino all’inverosimile. Infine disprezzo verso l’umanità malata, quella che vende corpi, viola corpi e uccide anime.
Barry Eisler non ha lesinato nemmeno una virgola di brutture, quelle che brulicano nel silenzio della notte, in luoghi lontani e forse anche vicini, brutture così contorte che a volte preghi che siano solo incubi fin troppo vividi per essere veri.
Lo scrittore ci parla, come già presente nella trama, di «crimini sessuali e abusi sui minori»: non finisce però qui. Per rendere il quadro più macabro possibile, più reale possibile, la sua stessa protagonista – Livia Lone che in realtà si chiama Labee – è stata vittima di questo gioco ambiguo nel quale si vendono corpi, si viola corpi e si uccidono anime.

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