Recensione in anteprima: “È un giorno bellissimo”

Ci sono momenti nella vita in cui non capisci più ciò che ti sta capitando. Quei giorni non hanno nulla di bello, ma hanno quel tutto che ti porterai dentro per sempre. Il buio. L’illusione. La disperazione.
In quei giorni non sei più te stesso, non possiedi più una vita, non sai dov’è il tuo posto. Il tuo posto giusto. Perciò scappi, viaggi, cerchi e brami una maledetta boccata d’aria poiché vuoi tornare a essere. A essere sul serio. O almeno a cercare di essere sul serio.
Ti rendi conto di aver fatto da bambolina, da marionetta, di esser stata niente di niente e che, in fin dei conti, non sai niente di niente. E allora intuisci che è arrivata l’ora di allontanarti dalla tua vita: una vita che è una gabbia dorata, una bambagia di bugie, una scatola di carta che contiene un cuore di vetro.
Per Grace sarà così. Invero parte. Va via dai suoi genitori, va via dalla sua esistenza perfetta da bambolina perfetta, va via dal fidanzato dei sogni che forse tanto fidanzato dei sogni non è. Le basta un solo giorno bruttissimo per perdere il suo futuro bellissimo. Perlomeno è quel che pensa mentre si lascia alle spalle ogni ricordo di un’adolescenza che ha smesso di pulsare nelle vene.
Deve diventare grande. Deve combattere i mulini al vento. Deve cadere e rialzarsi. Da sola. In compagnia di un ragazzo sconosciuto Di nuovi amici bizzarri. Di un animaletto bizzarro.

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