Recensione: “False identità” di Lisa Scottoline

Quelle volte in cui ti ritrovi in mano un romanzo e credi di aver capito tutto dalla trama e dal primissimo capitolo…
Quelle volte in cui ti trovi in mano un romanzo e ti rendi conto, dopo il secondo e terzo capitolo, di aver capito di esserti sbagliata…
False identità è un romanzo furbo, di quelli che sanno girare bene le carte in tavola, tanto da confonderti e far deragliare i tuoi pensieri.
Ammetto che è la prima volta che leggo un’opera di Lisa Scottoline – questa è l’estate delle autrici thriller inedite per me: come Louise Jensen (La sorella, Sperling & Kupfer) per esempio – ed è stato amore a “prima lettura”.

Un’autrice capace di intrecciare una trama quasi corale con ineffabile bravura, piantando nei propri lettori il seme del sospetto. Inizi infatti a dubitare di tutti i personaggi, a dubitare di quei cittadini apparentemente perfetti di Central Valley, sicuro infine di puntare la tua scommessa sul più losco dei loschi: Chris Brennan.
Passi da una fase uno a una fase due, sino a una terza, avido di conoscenza.

error: