Tre libri che ho letto a gennaio

Lo scorso mese per me è stato molto impegnativo e ho letto pochino, perché, quando ci sono troppe cose belle da fare, il tempo non basta mai.

E, oggi, vi parlo delle mie tre uniche letture personali di gennaio! 

 

L’universo nei tuoi occhi
Ti ritrovi davanti a romanzi che spesso ti lasciano indifferenti, altri che ti sfiorano appena per poi essere dimenticati. Ti trovi davanti a romanzi come L’universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven, edito De Agostini, che leggi e si sedimenta nell’anima.
L’autrice, dopo il grande successo di Raccontami di un giorno perfetto, che giace nella mia libreria da due anni e non ho ancora letto – in verità credo che non lo leggerò mai perché certi risvolti narrativi mi straziano –, torna con un libro che vi conquisterà totalmente. Almeno così è stato per me, che partivo con molti molti pregiudizi, ma altrettanta curiosità.
Ho iniziato infatti la lettura con i piedi di piombo per dopo avere le ali al cuore.
Uno stile  semplice, in prima persona, che permette al lettore di immedesimarsi all’istante e confrontarsi con personaggi dinamici e sinceri.
Jack e Libby mi hanno fatto sorridere, ridere, riflettere. Anche qui abbiamo tematiche forti – il bullismo, l’obesità, la società con il loro bigottismo “moderno”, perché se non sei magrissimo non sei bello (e lo dice una magra, quindi nessuna polemica da “culona”, come sosterrebbe uno dei bulletti di L’universo nei tuoi occhi) – e queste tematiche vengono affrontate con un’ironia e una delicatezza tale da trovare il giusto equilibrio per un romanzo di formazione da consigliare non solo ai giovanissimi.
Un trenta e lode per Jennifer Niven, un’autrice che avevo accantonato per “divergenze di opinioni” sul tema trattato nel suo primo romanzo. Per quanto riguarda L’universo nei tuoi occhi, lo consiglio al 100%: credetemi, è impossibile non innamorarsi di due protagonisti agli antipodi che assieme sono la perfezione, in un mondo imperfetto.

 

Alaska
Se cercate il brivido – non dovuto al freddo! –, se cercate una protagonista misteriosa e dal passato oscuro, se cercate l’intrigo, il macabro, le tinte forti del thriller, be’, Alaska fa al caso vostro!
La casa editrice Giunti porta finalmente in Italia i romanzi di Brenda Novak, soprattutto porta nel nostro Belpaese una serie strepitosa che non può non esser letta dagli amanti del genere.
Chi mi segue da un po’, sa benissimo che il thriller – soprattutto psicologico – rientra nelle mie corde e che, tra un fantasy e un new adult, non manca mai una lettura che mi faccia tremare il cuore pagina dopo pagina e mi inquieti fino a togliermi il sonno.
Alaska mi ha incollata alle sue parole, ai suoi sentimenti, ai suoi piccoli grandi colpi di scena, alla sua ambientazione multiforme.
Alaska è una droga e, come ogni droga, vi porterà ad averne sempre più bisogno: di fatti vorrei immediatamente il secondo volume della serie di Evelyn Talbot.
Sono talmente in trepidante attesa che l’ho riletto due volte – quasi cinquecento pagine di meraviglia letteraria – e per due volte l’ho amato.
La Novak è una di quelle autrici che non deludono su nessun fronte, che sia per il suo stile o per i suoi personaggi, capace di conquistare il lettore più ostico. Consiglio il romanzo a chi il thriller piace, a chi vuole una STORIA forte che non sia una “storiella” forte, a chi vuole crudezza, il mondo in bianco e nero e rosso.
Ora? Dobbiamo aspettare le nuove avventure della nostra giovane e controversa psichiatra!

 

Il regalo
Il protagonista del nuovo romanzo di Eloy Moreno, edito Corbaccio, si ritrova a dover camminare sulle proprie gambe in vie che non conosce. Senza più un documento – un’identità quindi –, senza più soldi – la stabilità. Senza niente. E così, vagabondo, ritrova se stesso.
A volte bisogna non avere nulle per capire cosa vogliamo, ritrovandoci con le tasche bucate, mille indecisioni, una vagonata di problemi. In quei casi, la nostra mente cerca la via d’uscita, cerca la via imperfetta per una vita imperfetta.
Perché non è meglio vivere nella falsità, la falsità ferisce, annienta, ci priva dei nostri sogni. Eloy Moreno, con il suo romanzo fatto di personaggi senza nome, ci fa un regalo: ci fa riflettere sull’importanza della libertà.
Siamo liberi di decidere se rimanere nel pantano melmoso, oppure di affrontarlo e diventare ciò che vogliamo essere. L’autore ci lancia una corda – una morale – sapremo coglierla?
Il regalo è un libro che rimane nel cuore, sia per potenza psicologia che per stile, perché cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Ti affezioni a questo uomo senza nome in quanto quell’uomo senza nome a un certo punto della lettura diventerai tu, stanco di tutto e tutti, con un cassetto che straripa di sogni, con la voglia di un epilogo che urli “Ce la puoi fare! Va’ avanti! Non fermarti!”.
L’uomo senza nome ce l’ha fatta? È andato avanti? Oppure si è fermato?
Ovviamente non ve lo dirò: piuttosto vi invito a leggere questo romanzo intenso, che metterà in discussione il vostro cuore e la vostra anima.

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